Istituito con la legge n. 211 del 20 luglio 2000, il Giorno della Memoria si celebra ogni anno il 27 gennaio, al fine di ricordare il dramma della Shoah e tutti coloro che sono stati vittima delle leggi razziali.


Narrativa

Appelfeld

Il mantello di Rut

Paolo Rodari
 

Il mantello di Rut di Paolo Rodari racconta la storia di Remo, un ragazzo lasciato al Seminario Pontificio a Roma dalla madre vedova. Nel 1943, durante l’occupazione tedesca, Remo, ormai parroco, riceve da Rachele, giovane vedova, la responsabilità di proteggere la piccola Aida, affidatagli dopo il rastrellamento al Portico di Ottavia. I due aspettano il ritorno di Rachele per anni. Ispirato a eventi reali della Shoah romana, il romanzo narra di coraggio, fedeltà e amore impossibile, attraverso la lettera che Remo scrive ad Aida da anziano, interrogandosi sul sacrificio necessario per mantenere una promessa.

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La donna dal cappotto verde

Edith Bruck
 

Lea Linder, scrittrice in crisi di ispirazione e traduttrice, vive a Roma con il marito, un poeta solitario molto legato a lei. La sua esistenza tranquilla viene turbata da un incontro casuale. Mentre è in coda dal panettiere, Lea viene avvicinata da un'anziana signora che la riconosce come "la piccola Lea di Auschwitz" e poi si dilegua rapidamente tra i passanti, quasi inconsistente come la sua apparizione. Raggelata da quella sorta di visione, Lea cerca di ricostruirne l'identità: era una semplice compagna di sventura nel Lager o forse una Kapo? E cosa vuole adesso? Da quel momento, il desiderio di ritrovare quella donna, confrontarsi con lei e sanare la ferita di quell'incontro, diventa per Lea un'ossessione. In un romanzo senza sconti, Edith Bruck si interroga sul tema della memoria e della testimonianza, ma anche sul dilemma tra il rancore del ricordo e il sollievo del perdono.

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Postorino

La cartolina 

Anne Berest
 

“La cartolina è arrivata nella nostra cassetta delle lettere insieme ai consueti biglietti di auguri natalizi. Non era firmata, l’autore aveva voluto restare anonimo. Da un lato c’era l’Opéra Garnier, dall’altro i nomi dei nonni e degli zii di mia madre morti ad Auschwitz nel 1942. Vent’anni dopo mi sono messa in testa di scoprire chi l’avesse mandata esplorando tutte le ipotesi che mi si aprivano davanti. Questo libro mi ha riportata cent’anni indietro. Ho ripercorso il destino romanzesco dei Rabinovitch, la loro fuga dalla Russia, il viaggio in Lettonia e poi in Palestina, e alla fine il loro arrivo a Parigi, con la guerra e i suoi drammi. Ho cercato di capire perché mia nonna Myriam sia stata l’unica a sfuggire alla deportazione e di chiarire i misteri di cui erano circondati i suoi due matrimoni. Il romanzo dei miei progenitori è anche una ricerca iniziatica sul significato della parola ‘ebreo’ in una vita laica”.

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La Shoah a Padova e nel Veneto

Giorgio Perlasca 

Giorgio Perlasca, il padovano che salvò migliaia di ungheresi fingendosi un diplomatico spagnolo. Un Giusto tra le Nazioni.

Sito Fondazione Perlasca 

Museo di Vo’ Vecchio

Uno dei luoghi simbolo dell’olocausto locale, oggi restaurato e trasformato in un museo della memoria.

Informazioni Museo


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