Oggi più che mai il ruolo che la mamma riveste la richiama quotidianamente all’uso della fantasia e della creatività per far fronte e conciliare in modo diverso, lavoro, famiglia ed educazione.
Le inevitabili frustrazioni e difficoltà che ne possono scaturire, ci riportano al concetto, introdotto dallo psicanalista inglese Donald Winnicott negli anni ‘50, di “Madre sufficientemente buona”.
La "madre sufficientemente buona" trova, anche nei suoi errori e nelle sue difficoltà, occasioni di crescita: diventa donna spontanea capace, nonostante stanchezza, preoccupazioni e sensi di colpa, di emergere come figura in grado di trasmettere sicurezza.

 

colloqui_genitori_cop.jpgCOLLOQUI CON I GENITORI, Donald Winnicott
Donald Winnicott tenne dal '39 al '62 una rubrica radiofonica di consigli ai genitori. Esordì come pediatra, ma poco alla volta fu evidente la necessità di spostare l'attenzione dal neonato alla relazione madre-bambino. Dopo la guerra abbandonò il lavoro come pediatra per intensificare quello di analista e prosegui le sue osservazioni sull'attualizzazione nella relazione analitica delle relazioni precoci. Continuò fino al '62 il suo lavoro alla radio in cui sempre più sviluppò la sua attitudine a sostenere, aiutare a capire, promuovere l'emancipazione dei genitori e la loro fiducia nella propria capacità di essere padri e madri "normalmente devoti", incoraggiando a evitare trappole idealizzanti e sapienze astratte. Questo libretto raccoglie i testi delle trasmissioni dal '55 in poi, e tratta gli argomenti più vari, dall'educazione alla salute a consigli a patrigni e matrigne, a temi come la sicurezza, la colpa, o che cosa sappiamo dei bambini che succhiano pezzi di stoffa? Come sempre godibile per chiunque, e senza ambizione di essere esaustivo, Winnicott costituisce tuttora, oltre che una fonte di informazioni per pediatri, pedagoghi e operatori sociali di vario genere, esposti alla tentazione di sentirsi in possesso di un sapere da somministrare invece di coltivare un'attitudine ad aiutare l'altro a esprimere il meglio di sé. 

L’INCHIOSTRO BIANCO, Saveria Chemottiinchiostro_bianco_cop.jpg
Nella letteratura del Novecento la relazione tra madre e figlia è stata descritta e raccontata spesso come uno spazio intrinsecamente conflittuale, come luogo di ferite e di sofferenze. Anche l’emancipazione femminile, specialmente negli anni Settanta, è stata collegata all’uccisione simbolica della madre, alla negazione di un modello “patriarcale” da parte delle figlie, che vedevano nella maternità una sorta di ineluttabile trappola biologica, quasi un freno o un ostacolo sulla via verso la completa realizzazione di sé.
Questo saggio riflette sulla figura materna e sul suo portato simbolico sottoponendo la parola “madre” a interrogazioni di vario tipo e riflettendo, in senso più generale, sull’immagine dell’identità femminile che a lungo è stata radicata nella coscienza della modernità, sull’originarietà della lingua materna, sui significati più profondi e sul coinvolgimento “viscerale” di quel complesso rapporto che si instaura tra madre e figlia, proponendo le opere e la scrittura di autrici che costituiscono altrettanti momenti di un itinerario rivolto a una esplorazione della narrativa contemporanea, condotta sotto il segno del “materno”

madri_sale_vento_cop.jpgLE MADRI DI VENTO E DI SALE, Lisa See
Le giovani Mi-ja e Young-sook sono nate e cresciute sull'isola di Jeju, in Corea, e fin dal loro incontro sono state inseparabili. È il 1938 e sull'isola incombe la minaccia della guerra sino-giapponese. La madre di Young-sook è la guida delle pescatrici del villaggio, che per giornate intere si tuffano in acqua e riemergono con il frutto della loro pesca in apnea, unico sostegno delle loro famiglie. Perché a Jeju sono le donne a lavorare, mentre gli uomini si occupano della casa e dei bambini più piccoli. Mi-ja è la figlia di un collaborazionista giapponese e sarà sempre associata all'imperdonabile scelta del padre. Quando le ragazze cominciano la loro formazione come haenyeo – questo è il nome coreano delle pescatrici – sanno che stanno per iniziare una vita emozionante, ricca di responsabilità, di onori, ma anche di pericoli. Quello che non sanno è che il futuro ha in serbo per loro qualcosa di diverso da ciò che sognavano e che non basteranno le centinaia di immersioni fianco a fianco a tenerle unite. L'irruzione della Storia nella tranquilla Jeju, che rimarrà intrappolata per decenni nello scontro tra le due grandi potenze, accrescerà le differenze e plasmerà le vite delle due donne, che affronteranno ogni avversità senza mai arrendersi. Calata in un'antichissima comunità matriarcale, un'amicizia femminile che si dipana nell'arco di quasi un secolo, in un Paese sconvolto dalla guerra e dalle rivolte. Due donne coraggiose e forti, che affrontano la vita con determinazione e senza mai perdersi d'animo. Una storia potente ed evocativa, un grande esempio di emancipazione femminile che viene da un mondo lontano, ma che si rivela più attuale che mai.

disperata_felice_cop.jpgDISPERATA E FELICE: diario segreto di una mamma, Julia Elle
Niente mi ha cambiato come mi hanno cambiato i miei bambini. Nessuno mi aveva detto come sarebbe stato, e che avrei dovuto accettarlo. Nessuno mi aveva detto un sacco di cose. E allora adesso vorrei dirle io! Perché è giusto che qualcuno lo dica. Che si fa fatica. Tanta. Ma anche che ne vale la pena. Sempre. 

non_mamma_cop.jpgLA NON MAMMA, Susana Tartato
Susanna è una donna, una figlia, una compagna, un’amante. Ha un lavoro che l’appassiona, un’allegria specialissima, il talento di scoprire sorprese in ogni dove. Come ciascuno di noi, non è un’infinità di cose, e naturalmente è tutte le altre. Eppure nella sua vita c’è uno spartiacque invalicabile: è una non mamma, appunto. Perché essere o non essere madri, che sia per scelta o per caso, per desiderio o per impossibilità, nel nostro mondo definisce le donne come persone. Questo libro sottile e profondo, malinconico e vitale, racconta – in una parola – la libertà. Che non è certo una cosa semplice. La donna che dice «io» in queste pagine è libera di gestire il proprio tempo, racchiuso in un perimetro del tutto personale. Libera di investire su se stessa, di divertirsi e immalinconirsi, di fare programmi e poi cambiarli. Libera di sentirsi sola, di osservare a fondo, di interrogarsi, di comporre. Allora sale a bordo del suo motorino e si muove per le strade di Roma, catturando epifanie, accensioni improvvise, piccoli momenti luminosi. Come gli scatti fotografici che si fanno d’istinto con il cellulare, quando una cosa ci colpisce cosí tanto da volerla avere sempre in tasca. Ed è proprio questa libertà che in punta di penna si fa poesia, permettendo alle parole di adagiarsi lievi ma mai spensierate sulle cose. Susanna Tartaro ci mostra la bellezza e la meraviglia di accogliere la vita, scrivendo prima di tutto con gli occhi. Perché, in fondo, si può essere genitori in tanti modi: a volte basta solo guardarsi intorno.

LE MANI DELLA MADRE, Massimo Recalcati mani_madre_cop.jpg
Dopo aver indagato la paternità nell'epoca contemporanea con "Il complesso di Telemaco" e altri libri, Massimo Recalcati volge lo sguardo alla madre, andando oltre i luoghi comuni, anche di matrice psicoanalitica, che ne hanno caratterizzato le rappresentazioni più canoniche. Attraverso esempi letterari, cinematografici, biblici e clinici, questo libro racconta i volti diversi della maternità mettendo l'accento sulle sue luci e le sue ombre. Non esiste istinto materno ; la madre non è la genitrice del figlio; il padre non è il suo salvatore. La generazione non esclude fantasmi di morte e di appropriazione, cannibalismo e narcisismo; l'amore materno non è senza ambivalenza. L'assenza della madre è importante quanto la sua presenza; il suo desiderio non può mai esaurire quello della donna; la sua cura resiste all'incuria assoluta del nostro tempo; la sua eredità non è quella della Legge, ma quella del sentimento della vita; il suo dono è quello del respiro; il suo volto è il primo volto del mondo.

UNAmadre_lo_sa_cop.jpg MADRE LO SA: tutte le ombre dell'amore perfetto Concita De Gregorio
La storia di Brooke Shields, una delle donne più belle del mondo, che partorisce a 38 anni la piccola Rowan e non smette di piangere dal primo istante in cui gliela mettono in braccio e scivola in una tremenda depressione da cui si riprenderà solo molti mesi dopo, e quella di Valentina Vezzali, il "cobra", che dopo appena diciotto giorni dalla nascita del figlio Pietro riprende gli incontri di scherma e le bastano tre mesi di allenamento per vincere i campionati del mondo. La storia delle madri di Plaza de Mayo, a cui la dittatura argentina ha rubato i figli, capaci di un amore assoluto per le proprie creature scomparse, perché l'amore materno perfetto è solo quello per chi non c'è più, e quella di Mercè Anglada, ostetrica di 44 anni, che per aver dedicato l'intera vita a far nascere i figli degli altri non si è mai sposata e non ne ha mai avuti di propri. Storie di madri e di maternità, storie di amore e di paura, storie di gioia e di terribili depressioni. Concita De Gregorio compie un viaggio, attraverso venti racconti di maternità, in una realtà circondata da moltissimi luoghi comuni, per cercare di dare voce a una realtà silenziosa: la fatica di essere madri in un mondo in cui per le madri non c'è posto. 

SE TU VIVESSI QUI, Dana Sachs  se_tu_vivessi_qui_cop.jpg
Shelley è una donna attraente, piena di coraggio e curiosità. Vive in North Carolina, e dopo aver tentato invano di avere un bambino, ora desidera con tutta se stessa adottarne uno. Xuan Mai ha alle spalle una terribile fuga dal Vietnam, dove vent'anni prima aveva involontariamente causato una disgrazia. Con grande tenacia, si è rifatta una vita, e il suo emporio etnico va a gonfie vele. La bella notizia è che dopo mille tentativi andati a vuoto, Shelley ce l'ha fatta: in un orfanotrofio di Hanoi c'è un piccolino dalle guance tonde che l'aspetta. Purtroppo, ce n'è anche una pessima: suo marito Martin - che di figli ne ha già due e del Vietnam ricorda solo l'orrore - di questa adozione non ne vuol sapere, Shelley e Xuan Mai diventano amiche e, di fronte al secco rifiuto di Martin, vere e proprie alleate: di punto in bianco, decidono di partire insieme per il Vietnam. In una Hanoi allegra e assolata, "piena di vita lungo la strada", riescono a darsi ciò che a ciascuna mancava. Scoperchiato lo scrigno degli errori, riannodati i fili spezzati con il passato, ritroveranno la misura ideale per puntare dritto alla felicità. Con la complicità di un medico italiano, energico e profondamente generoso. 

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MAMMA TU IN CHE PANCIA SEI NATA?, Sara Anceschi
Sara è il suo racconto, la sua storia, la sua autobiografia. È lei come è nella vita reale, immediata, piena di voglia di vivere, di desideri, di progetti, di futuro. Sara racconta di sé, di cosa pensa e vuole ed al tempo stesso ci porta nei suoi pensieri sul passato, sulla sua storia adottiva (così presente a lei ogni giorno e soprattutto nel suo diventare madre), nelle sue riflessioni su una madre di origine non ricordata ma immaginata, nel suo dialogo con i suoi genitori, la sua mamma e il suo papà, eterni interlocutori nel sorriso e nel dolore. Con il contributo di Joyce Flavia Manieri. 

 

gin_tonic_mamma_cop.jpgUN GIN TONIC PER LA MAMMA, Gill Sims
Ellen oggi compie trentanove anni. I buoni propositi per il suo immediato futuro comprendono "lezioni di yoga avanzato", educati "club del libro" in cui è di rigore fermarsi al primo bicchiere di vino, e scambi di moine ai giardinetti sulle "ultime fantastiche vacanze estive". Ellen ha due bambini di sei e otto anni, Peter lo scoreggione e Jane la fustigatrice, e la sua ambizione è quella di diventare una scintillante mammina modello. Ma l’obiettivo continua a sfuggirle, assomiglia di più a una "mission impossible" che deraglia al primo ostacolo. Perché si sa, la vita in famiglia non è tutta rose e fiori, soprattutto quando ci si mettono anche il marito e i parenti a romperti le palle: Simon, che ha conosciuto all’università e poi sposato, ora è diventato un uomo noioso fissato con la sobrietà economica; la sua favolosa sorellina super intelligente Jessica è sempre lì a ricordarle quale madre-moglie-donna scombinata sia; la suocera snob la squadra schifata dall’alto in basso perché lavora e "oltretutto" con i computer. Per fortuna ci sono gli amici: Hannah e Sam, una più depressa dell’altro dopo che entrambi i loro matrimoni sono tragicamente finiti. E Charlie, spuntato fuori dal passato, che forse potrebbe regalare a Ellen quella ventata di freschezza di cui sembrerebbe proprio aver bisogno... Tra frustrazioni, sbronze scomposte e colossali figuracce, Un gin tonic per la mamma è la storia divertentissima della rocambolesca vita di una madre che non ha intenzione di soccombere alla maternità. 

LAlasciami_andare_madre_cop.jpgSCIAMI ANDARE MADRE, Helga Schneider
In una stanza d’albergo di Vienna, alle sei di un piovoso mattino dell’ottobre del 1998, Helga Schneider ricorda quella madre che nel 1941 ha abbandonato due bambini per seguire la sua vocazione e adempiere la sua missione: lavorare come guardiana nei campi – di concentramento, prima, e di sterminio, poi – del Führer. Che cosa spinge Helga, oggi, a incontrare questa vecchia estranea che è sua madre? La curiosità? La speranza che si sia pentita? O qualcosa di più oscuro e inquietante?
«Verso di lei provo un rancore tenace, ma temo di non avere ancora rinunciato a trovare in lei qualcosa che si salva. Di qui il dubbio: è stata davvero spietata come dice o si mostra irriducibile perché io la possa odiare, liberandomi dell’incubo?». 

 

LE MAMME RIBELLI NON HANNO PAURA, Giada Sundasmamme_ribelli_non_hanno_paura_cop.jpg
Appena ha sentito un piccolo cuore battere dentro il suo, Giada ha cominciato a essere madre. Ma solo quando l'ha stretta tra le braccia quella vita è esistita davvero. Un attimo prima Giada era una persona, un attimo dopo un'altra e per sempre. Perché quando nasce un figlio si rinasce di nuovo. Si rinasce madri. Da quel giorno ha studiato tutti i manuali esistenti in commercio e ha ascoltato ogni consiglio. Affinché Mya, il suo dono più prezioso, fosse al sicuro, protetta, amata. Eppure non sempre tutto le veniva come era scritto in quei libri o come le avevano detto di fare. Ed è stato allora che ha capito una grande verità: che non esistono regole, leggi, dogmi imprescindibili. Il mestiere di madre si fa ogni giorno, si impara sul campo tra una ninnananna ricca di parole dolci e un rigurgito che rimane su una maglia per giorni. Tra un abbraccio che arriva inaspettato e cambia la giornata e un cartone animato che si odia perché lo si conosce ormai a memoria. Non c'è una ricetta, nessuno la conosce. Le risposte sono dentro ogni madre, sono lì, nel profondo dove risiede l'istinto. Dove vive e cresce l'amore più incondizionato che si possa provare. Dove non c'è bisogno di consultare nessuna enciclopedia per sapere cosa è giusto fare. È l'imperfezione l'unica verità. La morbidezza di un bacio sbavato, la tenerezza di un gioco improvvisato con una mollica di pane, la bellezza di un codino che non riesce a star dritto. Sono queste le magie che scaldano il cuore e fanno un figlio felice. Perché sono loro a insegnare che anche sbagliando si può volare, anzi, si vola ancora più in alto. Giada Sundas è la mamma più famosa del web. I suoi post sulla sua esperienza di madre hanno avuto migliaia di condivisioni. «Le mamme ribelli non hanno paura» è il suo primo romanzo. Un debutto che partendo dalla vita parla al cuore di tutti. Un piccolo regalo a una bimba di due anni perché possa scoprire un giorno come è venuta al mondo, da quale amore, da quali errori, da quali scelte. Una storia sulla maternità, quella vera che si fa passo dopo passo, fatica dopo fatica, felicità dopo felicità.