La tua opinione è importante! Per favore vota il libro e il progetto

Sibilla Aleramo, pseudonimo di Rina Faccio, rappresenta una figure centrale della cultura italiana del primo Novecento. Profondamente impegnata nella causa dell’emancipazione femminile, seppe raccontare, attraverso la propria esperienza personale, la conditione delle donne nella società dell’epoca.

Su dispositivi mobili, puoi scorrere lateralmente sulla mappa per ingrandire i dettagli.
Sibilla Aleramo si trasferì a Civitanova Marche quando aveva circa 12 anni perché il padre fu nominato direttore di una fabbrica in quella città. Vi trascorse la giovinezza, esperienza che influenzò profondamente la sua formazione e che è anche rievocata nel suo romanzo Una donna (1906).
Nel 1899, a Milano, un group di donne fondò l’Unione Femminile Nazionale con l’intento di promuovere l’uguaglianza dei diritti sociali, civili e politici. Diede vita anche ad un proprio progetto politico per un femminismo caratterizzato dall’impegno concreto nella tutela delle lavoratrici e nella valorizzazione del ruolo sociale della maternità. All’associazione aderirono importanti figure del panorama culturale italiano e tra i suoi principali meriti si ricordano le battaglie contro la prostituzione di Stato, per il diritto di voto e per la creazione di strutture di assistenza e autoformazione rivolte a donne di tutte le età. Ancora oggi l’Unione è attiva nella promozione dei diritti umani e nella diffusione di una consapevolezza sociale e politica, con l’obiettivo di formare competenze utili a sostenere le persone più fragili, in particolare donne in difficoltà e minori.
«Un libro, il libro… Ah, non vagheggiavo di scriverlo, no! Ma mi struggevo, certe volte, contemplando nel mio spirito la visione di quel libro che sentivo necessario, di un libro d’amore e di dolore, che fosse straziante e insieme fecondo, inesorabile e pietoso, che mostrasse al mondo intero l’anima femminile moderna, per la prima volta e per la prima volta facesse palpitare di rimorso e di desiderio l’anima dell’uomo, del triste fratello... Un libro che recasse tradotte tutte le idee che si agitavano in me caoticamente da due anni, e portasse l’impronta della passione. Non lo avrebbe mai scritto nessuno? Nessuna donna v’era al mondo che avesse sofferto, quel ch’io avevo sofferto, che avesse ricevuto dalle cose animate e inanimate gli ammonimenti ch’io avevo ricevuto, e sapesse trarre da ciò la pure essenza, il capolavoro equivalente ad una vita?».
Il romanzo racconta in forma autobiografica l'esperienza personale di Sibilla Aleramo. L'opera narra il percorso che la conduce a scegliere l'autonomia, rifiutando i ruoli tradizionali di moglie e madre devota, per intraprendere invece un impegno consapevole e attivo nella lotta per l'emancipazione femminile.

Sibilla Aleramo e Nora Helmer, protagonista di Casa di bambola di Henrik Ibsen, condividono una tensione profonda verso la libertà e l’autonomia femminile, pur provenendo da contesti diversi. Aleramo visse in Italia tra XIX e XX secolo, in un ambiente in cui le donne erano spesso confinate ai ruoli domestici e sottomesse all’autorità maschile; nel suo romanzo Una donna, racconta le difficoltà di un matrimonio oppressivo e l’esperienza di una società che limita la crescita e le aspirazioni delle donne. Allo stesso modo, Nora è intrappolata in un matrimonio borghese norvegese, trattata più come una “bambola” che come una persona autonoma, e scopre gradualmente l’ingiustizia di un sistema che le impone ruoli fissi e soffocanti.
Entrambe affrontano il tema della consapevolezza di sé: Aleramo narra il suo percorso interiore, fatto di riflessioni e scelte concrete, che la conducono verso l’indipendenza emotiva e pratica; Nora, invece, compie un gesto simbolico e drammatico, lasciando marito e figli, un atto che segna una rottura netta con le convenzioni sociali. In questo senso, Aleramo e Nora rappresentano due modalità di ribellione femminile: una vissuta in prima persona e raccontata attraverso la scrittura autobiografica, l’altra resa universale e teatrale, ma entrambe emblematiche del desiderio di libertà delle donne di fronte a una società patriarcale.
Nel 1899 a Sibilla Aleramo fu affidata la direzione del settimanale socialista L’Italia femminile, fondato da Emilia Mariani. La Aleramo vi curò una rubrica di dialogo con le lettrici e coinvolse diversi intellettuali progressisti, tra cui Giovanni Cena, Paolo Mantegazza, Maria Montessori, Ada Negri e Matilde Serao.
Uno degli amori più celebri di Sibilla Aleramo fu il poeta Dino Campana, autore dei Canti Orfici. Nel 1987 venne pubblicata per la prima volta la raccolta delle lettere che i due si scambiarono tra il 1916 e il 1918, con il titolo Un viaggio chiamato amore - Lettere 1916-1918, in cui emerge l’intensità del loro rapporto, fatto di passione, conflitti e profonde tensioni emotive. Da questo carteggio nel 2002 è stato tratto il film Un viaggio chiamato amore, che racconta la complessità e il fascino della loro relazione.
Il femminismo in Italia nacque nel XIX secolo, prendendo ispirazione dalle correnti femministe che già si stavano affermando in altri paesi. Le donne cominciarono a lottare per diritti fino ad allora negati: accesso all’istruzione, autonomia economica e soprattutto partecipazione politica. Tra le figure di spicco di questo periodo c’è Anna Maria Mozzoni che si batté per la parità legale delle donne e per il diritto al voto, pubblicando saggi e organizzando comitati per promuovere leggi più giuste. Accanto a lei, altre intellettuali e scrittrici come Grazia Deledda e Erminia Fuà contribuirono a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione femminile, combinando la denuncia sociale con l’impegno culturale. Queste pioniere del femminismo italiano non solo sollevavano questioni legali, ma aprivano anche un dibattito più ampio sulla libertà delle donne e sul loro ruolo nella società. Pur in un contesto che spesso le relegava al privato, queste figure riuscirono a far sentire la loro voce e a gettare le basi per le battaglie femministe dei decenni successivi.
Il divorzio in Italia, introdotto con la legge del 1970, fu una conquista anche grazie alla pressione dei movimenti femministi, che ne evidenziavano l’importance per l’autonomia e la libertà delle donne. Il dibattito culminò nel referendum del 1974, quando gli italiani confermarono il diritto a sciogliere il matrimonio, segnando una svolta fondamentale nella società e nel riconoscimento dei diritti femminili.

Su dispositivi mobili, puoi scorrere lateralmente sulla mappa per ingrandire i dettagli delle date storiche (dal 1874 al 1981).
Archivi singoli fondi posseduti dalla Civica:
Una selezione di opere cinematografiche disponibili per la consultazione e il prestito.

Regia di S. Spielberg
L'incredibile riscatto di Celia, donna afroamericana nei primi del '900, che affronta abusi e violenze domestiche scoprendo la forza della sorellanza.
In Georgia, nei primi anni del Novecento, Celia, una adolescente di colore, viene violentata da quello che ritiene sia suo padre e dà alla luce due figli che le vengono portati via. L'uomo la cede in sposa ad Albert, un vedovo con quattro bambini, di colore anche lui, uomo violento e manesco. A Celia non resta che l'affetto per Nettie, la sorella minore, che un giorno si presenta a casa sua in cerca di ospitalità e aiuto. Ma Celia non è che una schiava, disprezzata e maltrattata dal marito che comincia ad insidiare Nettie. Respinto con forza dalla cognata, Albert la caccia di casa e a Nettie non resta che promettere alla sorella di scrivere. Albert nasconde per anni le missive di Nettie, mentre Celia continua a condurre la sua misera esistenza. Albert arriva a portare in casa la sua amante, una cantante di colore di nome Shug Avery, che però diventa amica di Celia. Intanto Nettie si è fatta missionaria e vive in Africa del Sud presso la famiglia del pastore che, a suo tempo, aveva adottato i figli di Celia. Intanto il figlio maggiore di Albert, Harpo, si è sposato con Sofia, donna giovane ed energica che paga con otto anni di carcere un gesto di ribellione contro la moglie del sindaco. Harpo mette su un modesto locale in cui talvolta si esibisce cantando i suoi "spiritual", la bella Shug, finalmente sposatasi. E Shug, che a suo tempo respinta da suo padre, il pastore locale, alla fine, cantando insieme ai fedeli un inno di gioia al Signore, si riconcilia con lui. Celia e Shug un giorno trovano in un nascondiglio tutte le lettere di Nettie alla sorella: Celia è finalmente felice. E il destino sta finalmente per sorriderle...Leggi di più

Regia di J. Avnet
Due generazioni di donne del Sud degli Stati Uniti si intrecciano in un racconto di indomita amicizia, solidarietà e coraggiosa ricerca di indipendenza.
Indimenticabili storie narrate da una dolce vecchietta del Sud ad una amica molto più giovane che dalla amicizia con una vegliarda in realtà indomita trae motivo di conforto e il coraggio necessario alla riaffermazione di sé. La storia della loro amicizia si confonde con quella di due donne di cinquant'anni prima. Allora al Whistle Stop Cafè si cucinavano i pomodori verdi fritti e alcune donne lottavano per ottenere la propria indipendenza...Leggi di più

Regia di I. Bollain
Un viaggio drammatico e psicologico dentro il terrore della violenza domestica e la complessa e dolorosa fuga di una madre verso la libertà.
Pilar fugge di casa con il figlio Juan e una valigia mezza vuota. Antonio senza di lei è perduto, per lui Pilar è il sole, la luce, l'unica donna della sua vita, ma per lei l'amore e la protezione di Antonio rappresentano il suo terrore più nero. Una storia d'amore, di paura e di potere, in cui la passione è più forte di ogni sofferenza.Leggi di più

Regia di X. Legrand
Un crudo spaccato sulle conseguenze di un affido congiunto, dove l'ossessione e l'aggressività di un ex coniuge si trasformano in furia cieca.
Dopo il divorzio da Antoine, Myriam cerca di ottenere l'affido esclusivo di Julien, il figlio undicenne. Il giudice assegnato al caso decide però per l'affido congiunto. Ostaggio di un padre geloso e irascibile, Julien vorrebbe proteggere la madre dalla violenza fisica e psicologia dell'ex coniuge. Ma l'ossessione di Antoine è pronta a trasformarsi in furia cieca.Leggi di più

Regia di P. Almodóvar
Un universe interamente femminile tra Madrid e La Mancha. Una storia di solidarietà tra donne, segreti sepolti, resilienza e fantasmi del passato.
Madrid. Raimunda è una gran lavoratrice, fanatica della pulizia, che sopravvive a un marito fannullone e alcolizzato e si prende cura della figlia adolescente. Sua sorella Sole, invece, è separata dal marito e sbarca il lunario come parrucchiera abusiva. Le due donne sono orfane, hanno perso entrambi i genitori durante uno dei tanti incendi provocati dal "solano", il vento che devasta La Mancha, il loro paese d'origine e dove vive l'anziana zia Paula - sorella di Irene, la madre delle due donne - che da qualche tempo si comporta in modo insolito. Paula parla di Irene come se fosse viva, mentre è morta da anni, e nel quartiere giurano di aver visto il suo fantasma aggirarsi in casa di Paula. Quando il cuore di Paula smette di battere, incominciano ad accadere cose strane, qualcuno ritorna, qualcuno sparisce e la vita di Raimunda e le altre non sarà più la stessa...Leggi di più

Regia di J. Ivory
A Boston, fine XIX secolo, lo scontro ideale ed emotivo tra la militanza femminista e i sentimenti individuali sullo sfondo dei primi movimenti storici.
Leggi di più

Regia di N. Cole
Dagenham, 1968. Lo sciopero delle operaie della Ford che, con ironia e fermezza, pose le basi per la legge sulla parità di retribuzione in Inghilterra.
Dagenham, 1968. La fabbrica della Ford è il cuore industriale dell’Inghilterra e da’ lavoro a 55mila operai, tra cui 187 donne. Lavorando in condizioni insostenibili e con salari sempre inferiori a quelli degli uomini, le donne della fabbrica decidono di intraprendere uno sciopero, il primo della storia indetto dal solo sesso “debole”, bloccando inevitabilmente l’intera catena produttiva e mandando in tilt un colosso industriale mondiale. Ma il buonsenso, il coraggio e la totale inesperienza politica di questo pugno di operaie farà di loro le colonne sulle quali sono state gettate le basi della legge sulla parità di retribuzione tra uomini e donne in Inghilterra. Acclamato al Festival del Cinema di Roma, una commedia sulla rivendicazione sociale dal ritmo trascinante e interpretato da un cast magnificoLeggi di più

Regia di C. Chabrol
Nella Francia occupata, la storia di Marie Latour e la drammatica condanna legata alle pratiche degli aborti clandestini e alla sopravvivenza economica.
Nella Francia occupata dai tedeschi Marie Latour, il cui marito Paul è prigioniero in Germania, si mette a praticare aborti: vuole che i suoi bambini Pierrot e Mouche mangino più e meglio degli altri e le piace avere abiti decenti e molti soldi. Poiché ha conosciuto Lucie - una prostituta - le affitta una stanza per i suoi affari, facendo lo stesso con una sua amica. Rientrato in città dopo uno scambio di prigionieri Paul, semplice e puro ma affezionato alla moglie e ai bambini, è costantemente respinto e non sembra rendersi conto di ciò che accade sotto il suo tetto. Quando Marie si prende come amante un collaborazionista, Paul, furente e disgustato, denuncia la moglie ed il suo operato. Arrestata, accusata di vari aborti e di sfruttamento della prostituzione, Marie viene giudicata dal Tribunale speciale dello Stato. Condotta a Parigi, a fatica difesa da un avvocato. Marie, pur dichiarandosi pentita, il 30 luglio '43 è condannata alla ghigliottina. E' una delle ultime donne francesi a subire la pena capitale.Leggi di più

Regia di T. Melfi
La storia vera di tre scienziate afroamericane alla NASA che hanno abbattuto barriere razziali e di genere, cambiando la storia delle esplorazioni spaziali.
L'incredibile storia, mai raccontata, di Katherine G. Johnson, Dorothy Vaughn e Mary Jackson, tre brillanti donne afro-americane che hanno lavorato alla NASA e che hanno collaborato a una delle più grandi operazioni della storia: il lancio in orbita dell'astronauta John Glenn, un risultato sorprendente che ha riportato fiducia alla nazione statunitense e ha segnato una svolta nella corsa verso la conquista dello spazio, galvanizzando il mondo intero. Un trio visionario che ha attraversato tutte le barriere di genere e razza ispirando le future generazioni a sognare in grande.Leggi di più

Regia di A. Marazzi
Un documentario poetico e potente che ripercorre le conquiste e le testimonianze della liberazione sessuale femminile in Italia negli anni '70.
La regista Alina Marazzi ripercorre gli anni della liberazione sessuale femminile e per farlo usa immagini di repertorio, filmati in super8, immagini delle Teche Rai e della Cineteca di Bologna, film sperimentali di Adriana Monti, Loredana Rotondo e Alfredo Leopardi, testi tratti dai diari dell'Archivio di Pieve Santo Stefano. Non mancano lettere e conversazioni con le testimoni di quegli anni, foto dell'epoca, fotoromanzi e riviste. Ma tutte queste immagini vengono intercalate a tre percorsi individuali vissuti a Roma, quelli di Anita, Teresa e Valentina, che scrivono le loro memorie nel 1967, nel '75 e nel '79. Anita viene da una famiglia borghese, si sente stretta nelle maglie dell'educazione cattolica impartitale dai suoi genitori e si iscrive all'università proprio quando stanno esplodendo i fermenti del '68. Teresa arriva a Roma da un paesino della provincia di Bari per sottoporsi a un aborto clandestino. Infine, Valentina, è una ragazza politicamente attiva che frequenta il collettivo di via del Governo Vecchio. Prestano loro la voce tre attrici, Anita Caprioli, Teresa Saponangelo e Valentina Carnelutti, ma i volti sono quelli di ragazze dell'epoca, immortalate in casalinghi super8. Anita, Teresa e Valentina nelle pagine dei loro diari raccontano di se stesse, della loro vita, dei loro corpi e dei rapporti con gli uomini, delle loro frustrazioni e della loro incapacità ad esprimersi. Attraverso il loro sguardo e la loro presa di coscienza riviviamo quella rivoluzione.Leggi di più
La tua opinione è importante! Per favore vota il libro e il progetto