Nel dibattito sul rapporto tra giovani e media emergono spesso posizioni opposte: da un lato chi limita e controlla l’accesso dei ragazzi ai mezzi digitali, dall’altro chi ne promuove l’utilizzo senza particolari riserve. Anche il termine “nativi digitali” ha contribuito a diffondere l’idea, ancora oggi molto radicata, che i giovani siano automaticamente competenti solo perché cresciuti a contatto con gli schermi.
Il fatto che i nostri bambini e ragazzi mostrino una naturale familiarità con questi strumenti non implica che sappiano usarli in modo adeguato, né che siano in grado di gestire fenomeni come la dipendenza o la forte esposizione al mondo online, tra videogiochi e social network.
In realtà, la vera differenza nell’uso di un computer o di uno smartphone dipende dal modo in cui gli strumenti vengono utilizzati: contano le scelte educative, gli approcci adottati e gli obiettivi prefissati. Sono questi i fattori che determinano se la tecnologia diventerà un’occasione di crescita e creatività o se si trasformerà in un pericolo.
Gli autori proposti di seguito offrono diversi percorsi di accompagnamento all’uso delle tecnologie, finalizzati a permettere ai ragazzi di sviluppare una gestione consapevole della propria futura vita digitale.


