Ogni grande autore ha cominciato da una prima pagina.
I romanzi d’esordio spesso sono veri e propri laboratori di scrittura: luoghi in cui gli autori sperimentano, rischiano e cercano. In questa sezione raccogliamo le opere prime degli scrittori più celebri, per scoprire come sono nati i loro universi narrativi.


In evidenza
Copertina Sibilla Aleramo
Chuck Palahniuk

Fight club  (1996)

La storia

Il protagonista è un impiegato statunitense che lavora per una compagnia assicurativa. La sua vita è scandita da viaggi di lavoro in solitudine e da un’insoddisfazione cronica alimentata dall’insonnia. È un uomo schiacciato da una società consumistica in cui “siamo ciò che compriamo” e in cui gli oggetti finiscono per possedere chi li acquista.
Dopo che un misterioso incendio distrugge la sua casa, il protagonista si rifugia da Tyler Durden, figura carismatica, eccentrica e sovversiva. Con lui fonda il Fight Club: incontri clandestini di boxe nei sotterranei dei bar, dove uomini alienati si picchiano per sentirsi vivi, per ritrovare un’identità nel dolore fisico.
L’arrivo di Marla Singer, presenza disturbante e ambigua, incrina ulteriormente l’equilibrio già fragile del protagonista. La storia diventa il racconto di un lento collasso psicologico: una discesa nella perdita di controllo, nella rabbia contro il sistema, nella ribellione anarchica.

Romanzo profetico e provocatorio, Fight Club è un viaggio nell’alienazione moderna, nella crisi dell’identità maschile e nella tentazione dell’autodistruzione come risposta all’automiglioramento imposto dalla società.

Curiosità

Pubblicato nel 1996, è il romanzo d’esordio di Palahniuk.
Il libro è diventato un fenomeno globale soprattutto dopo l’uscita dell’adattamento cinematografico del 1999, diretto da David Fincher e interpretato da Brad Pitt, Edward Norton e Helena Bonham Carter.
Il film è oggi considerato un cult generazionale, anche se inizialmente non ebbe un successo immediato al botteghino.
Lo stile di Palahniuk è caratterizzato da frasi brevi, ritmo serrato e soprattutto ripetizioni ossessive, che creano una tensione quasi ipnotica e trasmettono al lettore lo stesso senso di alienazione del protagonista.
La celebre frase: “Forse l’automiglioramento non è la risposta. Forse la risposta è l’autodistruzione.” riassume il cuore nichilista del romanzo.
L’opera è spesso interpretata come una critica feroce al capitalismo, al consumismo e alla perdita di identità nella società contemporanea.

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Tutti gli esordi

Sibilla Aleramo
"Una donna"

Una donna

lA STORIA

Pubblicato nel 1906 sotto lo pseudonimo di Sibilla Aleramo — nome suggerito da Giovanni Cena, che contribuì anche alla revisione del manoscritto — Una donna racconta la vicenda autobiografica dell’autrice dall’infanzia fino alla decisione più dolorosa della sua vita: lasciare il marito e soprattutto il figlio per affermare il diritto a un’esistenza libera e consapevole.
L’infanzia è segnata dall’adorazione per il padre, figura forte e indipendente, e da un rapporto distante con la madre, donna sottomessa e fragile. Ma quella stagione luminosa si spezza bruscamente con lo stupro, il matrimonio riparatore e l’ingresso in una vita di costrizione e violenza. Seguono l’aborto, una nuova maternità, la depressione, l’illusione di un amore epistolare che si trasforma in scandalo e in ulteriore sopraffazione.
Il cuore del romanzo è la trasformazione della protagonista: da ragazza inquieta e ribelle a donna che rischia di riprodurre la passività materna. Il lavoro in una rivista femminile e il contatto con ambienti culturali nuovi risvegliano però in lei il desiderio di autonomia.
La scelta finale — abbandonare il figlio per non rinunciare a sé stessa — è lacerante e radicale. Non è un gesto di egoismo, ma un atto di sopravvivenza. La divisione interiore si risolve in un sacrificio diverso: non quello imposto dalla società, ma quello scelto per conquistare una “pace con sé stessa”.

Curiosità

Il libro fu pubblicato con lo pseudonimo Sibilla Aleramo, suggerito da Giovanni Cena (il cognome “Aleramo” ripreso dalla poesia Piemonte di Carducci).
Cena intervenne sul manoscritto eliminando alcune pagine considerate troppo esplicite.
Ebbe immediato successo e fu tradotto in diversi paesi europei e negli Stati Uniti.
È considerato uno dei primi testi femministi italiani, ancora oggi ristampato e studiato.
Il romanzo riflette il clima culturale tra Otto e Novecento: industrializzazione, nascita dei periodici femminili, prime rivendicazioni sull’autonomia della donna.
Celebre una frase dell’autrice (lettera ad Arnoldo Mondadori, 1956):
«Io ho dinanzi a me il futuro, anche se voi non lo credete.»I suoi libri nelle biblioteche Approfondimento I suoi ebook su MLOL

Massimo Carlotto "Il fuggiasco"

Il Fuggiasco (1995)

lA STORIA

Il fuggiasco è il romanzo autobiografico con cui Massimo Carlotto ha esordito nel 1995: racconta in prima persona gli anni in cui l’autore ha vissuto da latitante tra Francia e Messico dopo essere stato accusato di omicidio. In pratica è come leggere il diario di una fuga reale: Carlotto racconta con uno stile vivace, pieno di incontri, amori, difficoltà e momenti ironici come se fosse un’avventura surreale.
La storia comincia in Mexcio City, quando la latitanza finisce e l’autore viene tradito dall’avvocato che doveva aiutarlo. Seguono le vicende che lo portano a tornare in Italia e ad affrontare anni di battaglie giudiziarie fino alla concessione della grazia presidenziale. 
Un noir autobiografico vivace e ironico.
CuriositàIl fuggiasco ha vinto il Premio del Giovedì nel 1996, premio letterario importante per opere d’esordio. 
Dal libro è stato tratto un film omonimo (2003) diretto da Andrea Manni, con sceneggiatura di Manni e dello stesso Carlotto.

Lee Child "Zona pericolosa"

Zona Pericolosa

lA STORIA

Zona pericolosa (Killing Floor) è il romanzo d’esordio di Lee Child e il primo capitolo della celebre serie thriller dedicata a Jack Reacher. È stato pubblicato nel 1997 nel Regno Unito e negli Stati Uniti, e in Italia è arrivato nel 2000 per Longanesi. La storia inizia quando Jack Reacher, un ex agente della polizia militare statunitense diventato vagabondo, scende da un autobus nella piccola e apparentemente tranquilla cittadina di Margrave, Georgia. In poco tempo viene arrestato per un omicidio che non ha commesso e, dopo aver scoperto che la vittima è suo fratello Joe, decide di restare e indagare. Le indagini lo portano a scontrarsi con una pericolosa rete criminale che nasconde segreti ben più grandi di un semplice omicidio. Il romanzo è scritto in prima persona, offrendo al lettore una profonda immersione nei pensieri e nelle strategie di Reacher, un protagonista enigmatico, pragmatico e dotato di un forte senso di giustizia.CuriositàZona pericolosa ha vinto l’Anthony Award e il Barry Award come miglior romanzo d’esordio nel 1998. 
È stato anche riconosciuto con il Japan Adventure Fiction Association Prize come miglior romanzo tradotto. 
Questo libro è l’inizio della serie Jack Reacher, divenuta un fenomeno globale con oltre cento milioni di copie vendute in tutto il mondo. 
Zona pericolosa è stato adattato come prima stagione della serie TV Reacher. La serie TV mantiene la trama principale del romanzo, con Alan Ritchson nei panni di Jack Reacher, ed espande alcuni personaggi per lo schermo.
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Michael Connelly "La memoria del topo"

La memoria del topo

lA STORIA

La memoria del topo è il primo romanzo della serie con protagonista il detective Harry Bosch, scritto da Michael Connelly e pubblicato per la prima volta nel 1992 con il titolo originale The Black Echo. È anche l’esordio letterario di Connelly e l’inizio ufficiale delle indagini di Bosch.Il detective Harry Bosch, veterano della guerra del Vietnam, lavora nella Divisione Omicidi di Los Angeles, sebbene all’inizio della storia sia assegnato alla sezione di Hollywood. Un cadavere viene ritrovato in un condotto sotterraneo, apparentemente morto per overdose: Billy Meadows. Ma qualcosa non convince Bosch. Presto scopre che Meadows non è un semplice tossicodipendente — era stato suo commilitone in Vietnam, e il caso si intreccia con una clamorosa rapina che aveva coinvolto anche l’FBI. 

CuriositàIl romanzo vinse nel 1993 l’Edgar Allan Poe Award come “Best First Novel” (miglior primo romanzo) e fu finalista al Premio Dilys nello stesso anno.
Il personaggio di Harry Bosch è diventato un’icona del thriller poliziesco contemporaneo e ha ispirato la serie TV Bosch.

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Nick Hornby "Febbre a 90'"

Febbre a 90'

lA STORIA

Ci sono passioni che accompagnano una vita intera. Per Nick Hornby, quella passione ha il rumore di uno stadio e i colori dell’Arsenal. Febbre a 90° è il racconto di un’ossessione che nasce nell’infanzia, quando il padre lo porta per la prima volta a Highbury, e che da allora non lo abbandona più.

Partita dopo partita, stagione dopo stagione, Hornby intreccia le vicende della sua squadra con le svolte della propria vita: la scuola, gli amori, le amicizie, le inquietudini dell’età adulta. Le vittorie diventano euforia pura, le sconfitte scivolano addosso come piccoli lutti personali. Il calcio non è solo uno sport: è un linguaggio emotivo, un calendario parallelo che segna il tempo dell’esistenza.
Con ironia, autoanalisi e una sincerità disarmante, Hornby racconta cosa significa essere tifoso: i riti, le superstizioni, le illusioni, le cadute e la fedeltà ostinata. Un memoir che parla di calcio, ma soprattutto di identità e di crescita.

CuriositàFebbre a 90° è il primo libro pubblicato da Nick Hornby (1992) e ha dato avvio alla sua carriera letteraria.
Nel 1992 vinse il William Hill Sports Book of the Year Award, prestigioso premio per la narrativa sportiva.
Ci sono stati due adattamenti cinematografici:
Fever Pitch (1997), film britannico diretto da David Evans.
Fever Pitch (2005), remake statunitense ambientato nel baseball (L’amore in gioco).
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Joe R. Lansdale "Atto d'amore"

Atto d'amore

lA STORIA

Atto d’amore (Act of Love) è il romanzo d’esordio di Joe R. Lansdale, pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1981 e arrivato in Italia con diverse edizioni a partire dal 2003.
La storia è ambientata nelle strade pericolose di Houston negli anni Ottanta, dove una scia di omicidi agghiaccianti scuote la città. Tutto inizia con la morte di Bella Louise, una prostituta il cui corpo viene ritrovato in circostanze inquietanti. Da lì emerge il ritratto di un assassino che non è solo feroce, ma sembra quasi nutrirsi della propria violenza.
Il tenente Marvin Hanson, detective tormentato e determinato, si trova a inseguire non solo un killer sadico — soprannominato “il Macellaio” dai media locali — ma i propri demoni interiori. In un’indagine che morde e non lascia scampo, Hanson si confronta con l’orrore, la corruzione e l’ambiguità morale di una città che sembra riflettere la brutalità dell’assassino stesso.
Lansdale non si limita a descrivere una caccia al serial killer: costruisce un mondo in cui la violenza è tanto un nemico esterno quanto una forza che rischia di risucchiare chi la affronta da vicino.

CuriositàAtto d’amore è il primo romanzo pubblicato da Joe R. Lansdale, un autore noto per muoversi tra generi diversi — dal noir all’horror, dal pulp al thriller — con uno stile crudo e diretto.
Sebbene oggi il genere del thriller psicologico e del serial killer sia molto popolare, Atto d’amore fu pubblicato prima della grande ondata di romanzi con killer iconici come quelli di Thomas Harris (Il silenzio degli innocenti risale al 1988).
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Charlotte Link "Quando l'amore non finisce"

Quando l'amore non finisce

lA STORIA

Nel mondo devastato dalla Guerra dei Trent’anni (1619‑1648), tra Baviera e Boemia, si muove la giovane Margaretha von Ragnitz, aristocratica cresciuta tra conventi e rigide regole cattoliche. Spinta da un amore che brucia più di ogni ragion di stato, Margaretha abbandona il convento dove studia e la propria famiglia per seguire Richard, un nobile protestante, fino a Praga. Ma l’illusione romantica si scontra presto con la realtà: Richard non trova il coraggio di accettare una donna di fede diversa, e la promessa d’amore si spezza nel gelo della guerra che incombe. Ripudiata dagli stessi che un tempo la volevano protetta e amata, Margaretha si ritrova sola in una città straniera, costretta a fare i conti con la mancanza di certezze e con la ferita di un amore non corrisposto. In un mondo dove ogni scelta può costare la vita, la protagonista si trova a seguire percorsi che non aveva immaginato: si sposa con un ufficiale — non colui che aveva idealizzato — e affronta anni segnati dalla violenza e dall’incertezza. Ma è proprio tra gli strappi della guerra e le ombre dei sentimenti che Margaretha scopre nuove verità su se stessa e sul significato di amare — e forse anche di rinunciare all’amore che credeva eterno.

Non è una semplice storia d’amore impossibile: è un viaggio nel cuore di una giovane donna che dovrà scegliere tra passione e ragione, tra i legami infranti e la forza di ricostruirsi, in un’Europa lacerata dal conflitto.

CuriositàPur avendo forti radici storiche, il libro è spesso classificato anche come narrativa rosa/romantica di ambientazione storica, perché intreccia sentimenti profondi a eventi storici reali, senza ridurre la storia a una semplice storia d’amore.
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Alexander McCall Smith "Precious Ramotswe, detective"

Precious Ramotswe, detective

lA STORIA

A Gaborone, capitale del Botswana, c’è una donna che sembra avere il dono di leggere oltre le apparenze: Precious Ramotswe, la prima e unica investigatrice privata del paese. Con il suo cappello tradizionale e un senso dell’osservazione che sorprende chiunque, Precious affronta i problemi più diversi: figli ribelli, mariti scomparsi, fidanzati infedeli, truffatori e perfino misteri legati a coccodrilli scomparsi. In questo primo caso, la protagonista deve seguire le tracce di un bambino scomparso, un’indagine che metterà alla prova il suo intuito e la sua sensibilità, ma anche la pazienza e l’ingegno del fedele amico JLB Matekoni, proprietario della Speedy Motors. Tra peripezie, malintesi e saggezza quotidiana, Precious dimostra che risolvere un caso non significa solo trovare indizi: significa capire le persone, ascoltarle e aiutarle a ritrovare la propria armonia.

Con il suo approccio gentile, talvolta non convenzionale, la detective costruisce una storia fatta di umanità, ironia e profonda conoscenza delle dinamiche sociali del Botswana, dimostrando che anche i misteri più complessi possono avere una soluzione se affrontati con cuore e saggezza.

CuriositàPrecious Ramotswe, detective è il primo libro della serie The No. 1 Ladies’ Detective Agency, pubblicato nel 1998 da Alexander McCall Smith.
Il libro ha lanciato una serie di oltre 20 romanzi e ha ispirato un adattamento televisivo e radiofonico, consolidando la popolarità di Precious Ramotswe in tutto il mondo.
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Haruki Murakami "Vento & Flipper"

Vento & Flipper

lA STORIA

Tutto ebbe inizio in uno stadio di baseball, quando un giovane Haruki Murakami osserva la traiettoria di una palla e capisce che un giorno sarebbe diventato scrittore. Inizia così la storia che porterà alla nascita dei romanzi Ascolta la canzone del vento (1979) e Flipper, 1973 (1973), raccolti in Italia per la prima volta in un unico volume nel 2012 sotto il titolo Vento & Flipper. Ascolta la canzone del vento racconta di uno studente che passa le giornate al Jay’s Bar, gestito da un cinese di mezza età, insieme al Sorcio, un amico ricco ma solitario e disilluso. Tra jazz, bevute e conversazioni intime, il giovane narratore incontra una misteriosa ragazza nei bagni del bar, iniziando una relazione che lo costringe a confrontarsi con il mistero e il fascino dell’altro, rivelando anche le sue ferite personali.
In Flipper, 1973, ambientato qualche anno dopo, il narratore non è più uno studente: lavora in una piccola agenzia di traduzioni e convive con due gemelle misteriose. Il Sorcio continua le sue serate al Jay’s Bar, mentre nuovi eventi — un enigmatico flipper e la partenza dell’amico — turbano la quotidianità apparentemente tranquilla.

I due romanzi, complementari, sono come i due lati di una musicassetta, pronti a scorrere l’uno dopo l’altro, costruendo le basi della celebre Trilogia del Ratto di Murakami, dove il Sorcio diventa filo conduttore e presenza enigmatica.

CuriositàAscolta la canzone del vento (1979) vinse lo Gunzō Award, mentre Flipper, 1973 fu pubblicato l’anno successivo.
I due romanzi introducono il personaggio del Sorcio, amico dell’io narrante, che apparirà anche nel terzo libro della trilogia, Nel segno della pecora (1982), considerato dall’autore il suo vero debutto letterario.
Le storie contengono già tutti gli elementi tipici dell’universo di Murakami: solitudine, jazz, mistero, incontri surreali, e un tono delicato ma moderno che rivoluzionava la narrativa giapponese dell’epoca.
La Tokyo degli anni ’70 e i locali come il Jay’s Bar riflettono un microcosmo di gioventù, alienazione e desideri inespressi, anticipando i temi delle opere successive di Murakami.

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Irène Némirovsky "David Golder"

David Golder

lA STORIA

David Golder è un uomo che ha costruito la sua vita e la sua fortuna con una determinazione spietata. Immigrato ebreo, si è fatto strada nel mondo della grande finanza europea del primo Novecento, accumulando denaro, potere e influenza. Ma il denaro, per Golder, non è solo ricchezza: è ossessione, furore, eros, violenza e abisso, come scrive Pietro Citati, e si trasforma continuamente, diventando misura della vita stessa. Intorno a lui si muove un mondo di relazioni fragili e ipocrite: la famiglia che lo circonda è in parte strumentale, in parte incapace di comprendere il prezzo umano del suo successo. La sua figlia, in particolare, appare distaccata, interessata più alla sua eredità che al padre, e ogni gesto d’affetto sembra mediato dall’oro che possiede. In questo quadro, Golder si muove con lucidità e durezza, scoprendo che il denaro, per quanto accumulato, non può proteggere dalle solitudini e dalle tradimenti che la vita riserva. 

Il romanzo non è solo la storia di un uomo e della sua ricchezza, ma una tragedia della modernità, dove la finanza diventa mito e furore, e il denaro diventa specchio di tutte le passioni e le miserie umane.

Curiosità

David Golder fu pubblicato nel 1929 da Bernard Grasset, e fu l’opera d’esordio di Irène Némirovsky.
Il manoscritto era anonimo e l’editore lo lesse tutta la notte, colpito dalla forza e audacia della scrittura, prima di scoprire l’identità dell’autrice, una giovane donna di 25 anni. 
Némirovsky, figlia di immigrati ebrei ucraini, riuscì in questo primo romanzo a catturare audacia, crudezza e brillantezza narrativa, guadagnandosi immediatamente la fama in Francia.

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Arto Paasilinna "Prigionieri del paradiso"

Prigionieri del paradiso

lA STORIA

Un volo dell’ONU diretto verso progetti di assistenza precipita in un angolo remoto dell’arcipelago indonesiano. I pochi sopravvissuti — infermiere svedesi, taglialegna e ostetriche finlandesi, medici norvegesi, piloti e hostess inglesi — riescono, tra miracolo e disperazione, a raggiungere una spiaggia circondata da una giungla impenetrabile.
All’inizio regna lo sconforto: non ci sono vie d’uscita, nessun segno di civiltà, soltanto un’oceano vasto e una natura selvaggia. Ma ben presto la comunità di naufraghi trasforma quel luogo isolato in qualcosa di più di un semplice rifugio. Con sorprendente ingegno e un’ironia tutta particolare, gli uomini e le donne cominciano a costruire non solo la sopravvivenza quotidiana, ma una sorta di micro-società ideale fatta di risorse condivise, regole democratiche, solidarietà e perfino… divertimenti improbabili.
Emergono così invenzioni singolari — da un frigorifero costruito con giubbotti salvagente a una sauna improvvisata, da un consultorio di metodi contraccettivi a una distilleria clandestina — e persino la discussione su un grandioso S.O.S. lanciato verso lo spazio.
Guidati da un narratore giornalista che osserva con occhio curioso e ironico la trasformazione sociale in atto, i naufraghi scoprono che quella giungla sperduta può diventare non solo un luogo di sopravvivenza, ma un laboratorio di convivenza: senza denaro, con assistenza medica gratuita, con risorse distribuite equamente e con una casa per tutti. Le difficoltà restano, ma la comunità cresce, ride, litiga e sogna, riflettendo con umorismo graffiante sulla natura umana e sulle forme della società.
CuriositàAutore e pubblicazione
Prigionieri del paradiso (titolo originale Paratiisisaaren vangit) è un romanzo di Arto Paasilinna, pubblicato per la prima volta nel 1974. In Italia è stato pubblicato nel 2009 da Iperborea nella traduzione di Marcello Ganassini.
Satira e umorismo
L’opera è spesso considerata una satira sociale che usa l’ambientazione paradossale dell’isola deserta per ridere delle convenzioni sociali, dei pregiudizi nazionali e persino delle strutture politiche moderne.
Una micro-società ideale
Sul modello delle utopie classiche, i naufraghi stabiliscono regole di convivenza senza denaro, con assistenza medica gratuita e con la casa per tutti, provando a creare «una società giusta».
Contesto e stile
Paasilinna, scrittore finlandese noto per il suo umorismo travolgente, utilizza l’ambientazione isolata come lente per osservare con ironia le dinamiche sociali e psicologiche dei personaggi, spesso in contrapposizione agli stereotipi nazionali.

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Carlos Ruiz Zafòn "Marina"

Marina

La storia

Ambientato nella Barcellona gotica e malinconica di fine anni Settanta, Marina racconta la storia di Óscar Drai, adolescente inquieto che vive in un severo collegio e trova rifugio nelle sue fughe solitarie tra le vie misteriose della città. Durante una di queste esplorazioni incontra Marina e il padre Germán, e da quel momento la sua vita cambia per sempre.
La loro amicizia li trascina in un’indagine oscura che affonda le radici nel passato: una donna vestita di nero, un cimitero dimenticato, un uomo ossessionato dall’idea di sfidare la natura e correggerne gli “errori”. Il mistero assume presto tinte gotiche e quasi horror, ma resta sempre attraversato da una profonda vena romantica e malinconica.
Zafón costruisce una storia di formazione intensa, dove il vero viaggio non è solo quello tra segreti e laboratori nascosti, ma quello verso la fine dell’adolescenza. L’amore, la perdita, il ricordo e il peso del passato sono i grandi temi che anticipano le atmosfere de L’ombra del vento. Il romanzo unisce suspense e poesia, regalando un finale amaro e struggente che resta impresso.
CuriositàMarina è stato scritto prima dei romanzi del “Cimitero dei Libri Dimenticati”, ma pubblicato successivamente (1999).
L’autore considerava questo libro uno dei suoi preferiti tra quelli scritti per un pubblico giovane-adulto.
Molti temi presenti qui — il mistero del passato, la Barcellona gotica, la memoria come costruzione fragile — torneranno ampliati ne L’ombra del vento.
La celebre frase iniziale: “Ricordiamo solo quello che non è mai accaduto…” , è diventata una delle più citate dai lettori di Zafón.

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Frank Schatzing "Il diavolo nella cattedrale"

Il diavolo nella cattedrale

La storia

Colonia, 1260. Durante la costruzione della grande cattedrale, l’architetto Gerhard Morart viene assassinato e fatto precipitare da un’impalcatura. Un omicidio che sembra destinato a restare impunito, se non fosse per un testimone inatteso: Jacop, un giovane ladruncolo che assiste alla scena mentre ruba mele per sopravvivere.
Prima di morire, Morart riesce a sussurrare qualcosa all’orecchio del ragazzo, trasformandolo in un bersaglio. Inizia così una fuga serrata tra vicoli, cantieri e taverne della Colonia medievale. Jacop si ritrova coinvolto in un intrigo che intreccia potere politico, interessi ecclesiastici e rivalità cittadine.
La vicenda assume i contorni di un thriller storico: complotti, tradimenti e lotte di potere si muovono sullo sfondo della costruzione della cattedrale, simbolo di fede ma anche di ambizione e controllo. Il mistero sull’omicidio diventa il filo conduttore di una storia più ampia, che racconta un’epoca di tensioni e trasformazioni.

CuriositàIl romanzo ha contribuito a far conoscere Schätzing al grande pubblico prima del successo internazionale de Il quinto giorno.
È ambientato durante la reale costruzione della Cattedrale di Colonia, uno dei più celebri esempi di architettura gotica europea.
La ricostruzione storica è molto dettagliata: l’autore ha lavorato su documenti e studi medievali per rendere credibile il contesto politico e religioso.
In Italia il libro ha vinto il Premio Bancarella nel 2007.
Il romanzo mescola elementi tipici del thriller moderno con il romanzo storico medievale, creando un ponte tra suspense contemporanea e ambientazione d’epoca.

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Louis Sepulveda "Il vecchio che leggeva romanzi d'amore"

Il vecchio che leggeva romanzi d'amore

La storia

Antonio José Bolívar è un anziano signore che vive ai margini della foresta amazzonica ecuadoriana, nel piccolo villaggio di El Idilio. Dopo una vita travagliata – un matrimonio spezzato dalla malattia della moglie e un’esperienza fallita da colono bianco – Antonio ha imparato a convivere con la natura e a rispettare i ritmi della foresta, vivendo accanto agli indios Shuar.
La sua quotidianità è scandita dalla lettura dei romanzi d’amore, che gli offrono conforto e un legame con un passato che non c’è più. La sua conoscenza della foresta e degli animali gli permette di comprendere i pericoli nascosti, ma la vita tranquilla del vecchio viene turbata da un evento drammatico: una femmina di tigrillo, impazzita per la morte dei suoi cuccioli uccisi dai cacciatori, inizia ad attaccare gli uomini.
Antonio José Bolívar, grazie alla sua saggezza, alla conoscenza della giungla e al rispetto della vita, si trova coinvolto nella caccia alla belva. La vicenda esplora così il contrasto tra il mondo predatorio e violento dei coloni bianchi e quello armonioso degli indigeni, rivelando la profonda connessione dell’uomo con la natura e il valore della saggezza acquisita con l’età.
CuriositàIl romanzo è considerato l’opera più celebre di Luis Sepúlveda e lo ha reso noto a livello internazionale.
L’autore, cileno, ha vissuto realmente in Amazzonia, esperienza che ha ispirato il libro.
Il libro mette in luce lo sfruttamento della natura e delle popolazioni indigene da parte dei coloni e dei “gringos” senza scrupoli.
L’amicizia tra Antonio e gli Shuar evidenzia valori di rispetto, collaborazione e legame profondo con la natura:
“Desideravano vederlo, averlo accanto, ma volevano anche sentire la sua mancanza… e il salto di gioia che il cuore faceva loro in petto quando lo vedevano ricomparire.”
La lettura dei romanzi d’amore per Antonio diventa un rifugio emotivo e un modo per rivivere sentimenti e ricordi, un legame con ciò che è stato e con la propria interiorità.
Il romanzo affronta temi universali: il valore della memoria, la saggezza della vecchiaia, l’amore per la natura e la resilienza dell’uomo di fronte alle difficoltà.
Nel 1992 ha contribuito alla fama italiana di Sepúlveda, aprendo la strada ad altre opere celebri come Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare.
Il romanzo è breve ma intenso, e combina narrazione avvincente, introspezione psicologica e riflessione ecologica.

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Elizabeth Strout"Amy e Isabelle  "

Amy e Isabelle

La storia

Amy e Isabelle di Elizabeth Strout (esordio 1998) racconta la storia di una cittadina anonima della provincia americana, durante un’estate straordinariamente torrida.
Il romanzo segue due protagoniste: Isabelle, madre ancora giovane che tenta di nascondere il proprio misterioso passato dietro una facciata di decoro e perbenismo, e Amy, sua figlia adolescente, timida e con un segreto difficile da custodire.
Il rapporto tra madre e figlia è teso, caratterizzato da incomprensioni e silenzi. L’ostilità emerge quando Isabelle riconosce nella figlia l’esuberanza e la voglia di vivere che un tempo erano proprie, il desiderio di amare e di essere amata. Questo confronto, drammatico e toccante, cambia irreversibilmente il mondo delle due donne, portando alla luce emozioni e segreti a lungo nascosti.

CuriositàElizabeth Strout ha vinto il Premio Pulitzer 2009 con Olive Kitteridge.
Amy e Isabelle è il romanzo d’esordio dell’autrice (1998), in cui già emergono i temi centrali della sua produzione: i legami familiari, il dolore, l’amore e le tensioni tra genitori e figli.
La scrittura di Strout è descritta come cristallina, lieve ma spietata, capace di raccontare emozioni profonde senza enfasi melodrammatica.
Il romanzo esplora la complessità dei rapporti affettivi, il peso dei segreti e la paura di amare, con un’attenzione particolare alle sfumature psicologiche dei personaggi femminili.
La drammatica notte di confronto tra madre e figlia rappresenta il culmine emotivo della storia, in cui ciò che era nascosto o taciuto viene finalmente affrontato, cambiando il corso della loro vita.

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Fred Vargas "L'uomo dei cerchi azzurri"

L'uomo dei cerchi azzurri

lA STORIA

Da quattro mesi, sui marciapiedi di Parigi compaiono grandi cerchi blu tracciati con il gesso. Al centro, oggetti comuni e stravaganti: un trombone, una pinzetta, un vasetto di yogurt, una candela. Accanto, una frase enigmatica.
Giornalisti e psicologi si dividono: gesto artistico? provocazione? follia innocua?
Il commissario Jean-Baptiste Adamsberg, da pochi giorni a capo del 5° arrondissement, non trova nulla di divertente in quell’escalation. Uomo apparentemente indolente, quasi “silvestre”, più incline a perdersi nei pensieri che a sfoggiare metodo, possiede però un intuito finissimo: sente che dietro quei cerchi si nasconde qualcosa di morboso.
E infatti arriva l’alba che cambia tutto.
Dentro uno dei cerchi viene trovato il corpo di una donna sgozzata.
Comincia così una corsa contro il tempo per fermare un assassino di cui non si sa nulla. Adamsberg indaga a modo suo: più che seguire procedure, segue sensazioni. Questo lo porta a scontrarsi — con reciproca stima — con il razionale ispettore Danglard, mente analitica e metodica della squadra.
Non è un noir aspro e cinico. È un’indagine che procede per atmosfere, intuizioni, eccentricità. Attorno al caso ruota una costellazione di personaggi bizzarri e memorabili: l’oceanografa che pedina sconosciuti, il non vedente scontroso, la donna in cerca di marito tramite annunci. Tutti potenzialmente sospetti, tutti profondamente umani.

Più che un thriller ad alta tensione, è una favola nera, ironica e poetica, dove il mistero è anche una riflessione su ciò che vediamo — o scegliamo di non vedere — nella realtà quotidiana.

CuriositàÈ il primo romanzo con protagonista Adamsberg, destinato a diventare il personaggio simbolo dell’autrice.
Il titolo originale è L’Homme aux cercles bleus.

Fred Vargas, oltre che scrittrice, è archeologa e medievista: questa formazione si riflette nella costruzione lenta e stratificata delle sue trame.
Adamsberg è considerato un anti-detective: intuitivo, poco sistematico, quasi onirico — lontanissimo dall’investigatore iper-razionale alla maniera anglosassone.
Il libro è spesso definito un “anti-noir” per il tono ironico e la leggerezza che convivono con il delitto.

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Marco Vichi "L'inquilino"

L'Inquilino

lA STORIA

Carlo, traduttore in difficoltà economiche, vive alla periferia di Firenze e decide di prendere un inquilino per dividere le spese. Alla sua porta si presenta Fred: abbigliamento stravagante, modi irritanti e un fascino irresistibile, capace di conquistare tutti e di trasformare la vita di Carlo in un continuo caos.
Fred non è un semplice coinquilino: disordinato, rumoroso, indiscreto, si impossessa lentamente non solo degli spazi, ma anche dei pensieri e dei sentimenti di Carlo. L’iniziale comicità della convivenza impossibile lascia presto spazio a un evento più oscuro: un misterioso assassino entra in scena e i sospetti della polizia cadono proprio sull’appartamento dei due.

Sullo sfondo, una Firenze insolita, popolare e vivace, fa da cornice a una storia che mescola ironia, tensione e intrighi, mantenendo il lettore sulle spine fino all’imprevedibile finale.

Curiosità

Il romanzo intreccia generi diversi: noir, commedia e romanzo di formazione si fondono in un ritmo serrato e vivace.
Lo stile di Marco Vichi è tagliente e vivido, capace di creare personaggi memorabili, come Fred, che nonostante i suoi difetti esercita un fascino “maligno”.
La narrazione evidenzia una convivenza impossibile che riflette dinamiche di sopraffazione e disparità di carattere tra due personalità opposte.
Il Foglio ha evidenziato come il libro giochi le sue carte nella freschezza dei personaggi e nella capacità di alternare comicità e tensione noir.

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Banana Yoshimoto "Kitchen"
Kitchen - Banana Yoshimoto - copertina

Kitchen

lA STORIA

«Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina».

Da questa dichiarazione intima e assoluta prende avvio la vicenda di Mikage, rimasta sola dopo la morte della nonna. Il lutto la sospende in uno spazio fragile, quasi irreale, e le cucine — tutte, senza distinzione — diventano il suo rifugio emotivo.
La cucina è il luogo dove il dolore si fa sopportabile, dove il calore di una luce accesa o il rumore di qualcosa che sobbolle possono restituire un senso di continuità alla vita.
L’incontro con Yuichi e con la sua madre non convenzionale apre uno spiraglio inatteso: la famiglia non è solo un destino biologico, può essere una scelta. Può persino essere reinventata. Yoshimoto racconta questa possibilità con una scrittura limpida e delicata, che sfiora temi profondi — lutto, identità, solitudine, ridefinizione dei ruoli genitoriali — senza mai appesantirli.

Il risultato è una storia “dolcemente triste”: la malinconia non viene negata, ma trasformata in una forma di intimità condivisa.

CuriositàPubblicato nel 1988, è il romanzo che ha imposto Banana Yoshimoto all’attenzione internazionale.
Nello stesso volume è incluso il racconto “Moonlight Shadow”, originariamente tesi universitaria dell’autrice e premiato in ambito accademico.
Il libro offre un’immagine del Giappone urbano e contemporaneo, lontana dagli stereotipi tradizionali, con atmosfere che ricordano per immediatezza e sensibilità il linguaggio dei manga.
Il tema dell’identità di genere, trattato con naturalezza e rispetto, fu particolarmente innovativo per l’epoca.
Kitchen è diventato un piccolo classico della narrativa giapponese contemporanea, tradotto in numerose lingue e amatissimo anche in Italia.

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