La collana “Dieci comandamenti”, pubblicata da Rizzoli, è un’iniziativa editoriale ambiziosa e originale che affida a dieci scrittrici italiane il compito di reinterpretare i precetti dell’Antico Testamento in chiave contemporanea e femminile. La tradizione secolare, che ha raccontato i comandamenti attraverso una voce prevalentemente maschile, viene qui rivolta verso prospettive nuove, intime e critiche, interrogando valori morali alla luce delle sfide sociali e culturali odierne. La letteratura diventa uno strumento di indagine non didascalica, ma emotiva e simbolica, per esplorare rapporti umani, potere, desiderio, affetti e identità.

Partner del progetto è Anele, la società di produzione fondata da Gloria Giorgianni, che ha acquisito i diritti audiovisivi della collana e sta sviluppando una serie TV dal titolo “Undici”, la quale includerebbe anche il testo di Michela Murgia, Dare la vita, estendendo idealmente il concetto dei Dieci comandamenti a un undicesimo sguardo critico sulla società contemporanea.

Significato culturale del progetto

La collana non si limita a una rilettura superficiale dei precetti biblici, ma utilizza ciascun comandamento come chiave di lettura per tematiche esistenziali, etiche e personali: dalla memoria e identità alla violenza, dai rapporti familiari alle dinamiche di potere, dal desiderio alla libertà individuale. L’intento editoriale è di “scavare, attraverso la letteratura e le storie, dentro i rapporti di potere, in particolare quelli tra i generi”, restituendo ai precetti biblici una voce plurale e femminile.

La rielaborazione narrativa rende questi testi profondamente umani e capaci di parlare non solo a chi ha una formazione religiosa, ma anche a lettori interessati alla trasformazione culturale dei valori morali nel mondo contemporaneo.

I Volumi Pubblicati

Dacia Maraini
I. Dacia Maraini

Non avrai altro Dio all’infuori di me

La trama: La storia segue Sara, un’artigiana del legno che vive isolata dopo un abbandono. La sua routine viene interrotta dall’apparizione di una bambina diafana con ali, simbolo di sogni e intuizione. Attraverso racconti biblici interiori e incontri onirici, la protagonista affronta domande profonde sulla fede, sul desiderio e sul senso della vita. Il racconto intreccia con delicatezza interiorità personale e mito, mostrando come il primo comandamento possa essere compreso come chiamata all’ascolto del proprio cuore e delle immagini interiori più che come imposizione esteriore.
Dacia Maraini è una delle scrittrici italiane più autorevoli e tradotte nel mondo. Nata a Fiesole nel 1936, figlia dell’etnologo Fosco Maraini e della pittrice siciliana Topazia Alliata, ha vissuto parte dell’infanzia in Giappone, dove la famiglia fu internata durante la Seconda guerra mondiale. Tornata in Italia, ha costruito una carriera straordinaria come romanziere, poeta, drammaturgo, saggista e giornalista.

Negli oltre sessant’anni di attività ha pubblicato classici della letteratura italiana come La lunga vita di Marianna Ucrìa (Premio Campiello), Buio (Premio Strega) e numerosi altri romanzi, saggi e opere teatrali, sempre con forti temi sociali e femminili.

chiave di lettura
il primo comandamento diventa un invito all’ascolto del proprio cuore e delle immagini interiori più che una prescrizione esteriore.
Perché è importanteMaraini costruisce ponti tra l’ancestrale e il contemporaneo, mostrando come valori millenari possano ripensarsi nel cuore delle storie umane.
Federica Bosco
III. Federica Bosco

Ricordati di santificare le feste

La trama: Le vicende di tre fratelli e della severa nonna Franca tra Milano e Marsiglia. La storia mette in luce conflitti familiari, aspettative frustrate e desideri insoddisfatti.

Federica Bosco è una scrittrice italiana contemporanea nota per la sua capacità di mescolare commedia brillante, ironia e introspezione psicologica, spesso esplorando le dinamiche familiari e sociali con leggerezza e profondità insieme. In Nostra signora che sei nell’attico, Bosco racconta le vicende di tre fratelli e della loro severa nonna Franca, ambientate tra un appartamento milanese e un viaggio rocambolesco a Marsiglia. La storia, pur essendo comica e a tratti paradossale, mette a nudo conflitti familiari, aspettative frustrate e desideri insoddisfatti, mostrando come anche i momenti che dovrebbero essere celebrativi possano trasformarsi in occasioni di riflessione e confronto.

chiave di letturaIl comandamento diventa metafora della gestione dei legami familiari e del tempo condiviso.
Perché è importanteInvita a riflettere sul valore della festa come spazio di crescita personale e consapevolezza ironica.
Veronica Raimo
IV. Veronica Raimo

Onora il padre e la madre

La trama: Raimo esplora il quarto comandamento come matrice di dinamiche familiari complesse: assenza paterna, amore materno fuori dai canoni e conflitti
emotivi.

Nel libro Sabbie mobili, Raimo esplora il quarto comandamento non come norma da seguire, ma come matrice di dinamiche familiari complesse: assenza paterna, amore materno fuori dai canoni e conflitti emotivi che mettono in discussione la nozione stessa di “onore”. La storia mette in luce come le relazioni familiari moderne siano spesso intricate, sospese tra amore, distanza e riconciliazione.
Il romanzo esplora le relazioni familiari non come esempi di buone norme, ma come matrice di conflitti, affetto e distanza emotiva, suggerendo che l’autorità morale non è mai lineare o semplicemente trasmissibile.

chiave di letturaIl rispetto e l’onore mutano in comprensione complessa, dove amore e incomprensione convivono e si intrecciano.
Perché è importanteMostra come l’autorità morale sia una costruzione elastica, frutto di relazioni personali e storiche che richiedono interpretazione.
Viola Di Grado
V. Viola Di Grado

Non uccidere

La trama: Di Grado affronta il tema della violenza patriarcale e del femminicidio in un romanzo che scava nelle pieghe più oscure della psiche e del desiderio di controllo. Non si limita a condannare l’atto violento, ma analizza le strutture linguistiche e culturali che legittimano la violenza, mostrando come parole e immagini plasmino e giustifichino le azioni.

chiave di letturaLa violenza diventa lente per osservare come cultura e linguaggio contribuiscano a plasmarla.
Perché è importanteLa narrazione smaschera i linguaggi della violenza, stimolando riflessione critica.
Jennifer Guerra
VI. Jennifer Guerra

Non commettere atti impuri

La trama: Jennifer Guerra, saggista femminista e la più giovane tra le autrici coinvolte, racconta l’esperienza di una giovane operaia nella storica fabbrica Zedapa. Il racconto esplora emancipazione, identità corporea e libertà individuale: intendendo l’atto impuro non come peccato ma come possibilità di autodeterminazione in una società che ancora stigmatizza corpi e desideri, invitando a considerare la sessualità e l’autodeterminazione come strumenti di liberazione.

chiave di letturaL’atto impuro diventa metafora della libertà repressa dalla società.
Perché è importanteRovescia il concetto tradizionale di impurità, esplorando il corpo come spazio di scelta.
Ilaria Gaspari
VII. Ilaria Gaspari

Non rubare

La trama: introspezione psicologica, ironia sottile e riflessione filosofica. Ambientato in un hotel con corridoi infiniti e orologi impazziti, Gaspari esplora i segreti e le tensioni interiori di viaggiatori apparentemente innocui. La cornice misteriosa funge da metafora dei furti che non sono solo materiali ma esistenziali: tempo perso, occasioni mancate, identità e verità negate. La narrazione, pur richiamando atmosfere da giallo filosofico, induce a chiedersi cosa rubiamo davvero nella nostra vita quotidiana e come ci relazioniamo con gli altri e con noi stessi.

chiave di letturaIl furto si amplia oltre l’oggetto fisico, interrogando tempo, memoria e scelte.
Perché è importanteInvita a riflettere su ciò che “rubiamo” nella nostra vita e sulle relazioni che costruiamo.
Lidia Ravera
X. Lidia Ravera

Non desiderare la roba d’altri

La trama: Lidia Ravera è una scrittrice italiana dalla lunga carriera narrativa, qui impegnata in un testo che indaga desiderio, brama di possesso e relazioni affettive. Betta e Tom, protagonisti di Più dell’amore, vivono una storia segnata dalla precarietà economica e dalla fascinazione per chi possiede di più: temi che rendono il comandamento una lente sulla società del desiderio materiale, delle disuguaglianze e delle illusioni affettive.

chiave di letturaIl desiderio diventa terreno di conflitto personale e collettivo, interrogando invidia e brama.
Perché è importanteEvidenzia come il desiderio, pur umano, possa generare inganno morale.

L'undicesimo sguardo

Michela Murgia
XI. Michela Murgia

L'undicesimo comandamento

La trama: Il libro Dare la vita di Michela Murgia, pur non essendo formalmente uno dei dieci romanzi brevi, è parte integrante del percorso culturale e audiovisivo che accompagna la collana. Il testo esplora questioni di genitorialità, legami affettivi non biologici, famiglie non convenzionali e fecondità dell’amore umano nel mondo contemporaneo, offrendo una riflessione che si pone come complemento tematico alla rilettura dei comandamenti.

chiave di letturaUn'indagine sulla libertà di generare legami oltre il sangue e le strutture di potere precostituite.
Perché è importanteIncluso nel progetto audiovisivo di Anele, offre l'ultimo sguardo critico necessario per completare la riflessione sulla morale moderna.

In fase di pubblicazione

  • II. Camilla Baresani – Non nominare il nome di Dio invano
  • VIII. Teresa Ciabatti – Non dire falsa testimonianza
  • IX. Ritanna Armeni – Non desiderare la donna d’altri