Premio Nobel per la Letteratura 2026

Anne Carson, tra poesia, mito e desiderio

 

Anne Carson è una delle scrittrici più originali della letteratura contemporanea. Poetessa, saggista, traduttrice e classicista, ha fatto della contaminazione tra generi la cifra della propria scrittura: nei suoi libri poesia e prosa, autobiografia e mito, filosofia e traduzione convivono senza confini troppo rigidi.

Nata a Toronto nel 1950, Carson si forma nello studio della letteratura greca antica. È soprattutto il rapporto con i classici a segnare il suo percorso: Saffo, Sofocle, Stesicoro e altri autori del mondo greco vengono tradotti, studiati e riscritti, ma anche messi in dialogo con esperienze molto contemporanee come l'amore, la separazione, il desiderio e il lutto.

Il primo libro di Anne Carson, Eros il dolceamaro (1986), è un saggio sul desiderio nella letteratura greca e mostra già una caratteristica destinata a diventare centrale: la capacità di far convivere rigore accademico e scrittura letteraria. Con Vetro, ironia e Dio (1995) la poesia assume invece un ruolo più evidente. Al suo interno si trova Il saggio di vetro, uno dei suoi testi più noti, dove una relazione finita, il paesaggio e la lettura di Emily Brontë si intrecciano in un lungo percorso di memoria.

Nel 1998 arriva Autobiografia del rosso, forse il libro ideale per entrare nel mondo di Carson. Questo romanzo in versi prende Gerione, creatura mostruosa della mitologia greca già cantata da Stesicoro, e ne fa un ragazzo contemporaneo, fragile e innamorato di Herakles. Il mito cambia forma e diventa una storia sull'identità, sul desiderio e sulla perdita. A una relazione finita è dedicato anche La bellezza del marito (2001), definito dall'autrice un saggio romanzesco in 29 tanghi: un libro fatto di poesia, frammenti, citazioni e riflessioni sull'amore e sulla separazione.

Con Decreazione (2005) Carson spinge oltre la sua ricerca sui confini tra generi e raccoglie poesie, saggi e un libretto d'opera. Il titolo richiama Simone Weil: il libro esplora il tentativo di «disfare» se stessi, di dissolvere l'io per guardare il mondo senza di esso. In Era una nuvola. Una versione dell’Elena di Euripide (2019) l'autrice accosta Elena di Troia e Marilyn Monroe, due figure lontanissime nel tempo ma unite dalla loro trasformazione in immagini del desiderio.

Avvicinarsi ad Anne Carson significa accettare una letteratura che non procede in linea retta, e che usa il passato non per fuggire dal presente, ma per vederlo meglio.


Da dove cominciare se non hai mai letto Anne Carson

Chi si approccia ad Anne Carson per la prima volta non ha bisogno di sapere il greco antico, né di aver letto Saffo o Stesicoro. Il consiglio è di partire da Autobiografia del rosso: è il libro in cui la sua scrittura è più accessibile e, insieme, più riconoscibile. Si legge come un romanzo, ma è fatto di versi, e il mito di Gerione fa da sfondo senza mai diventare un ostacolo.

Chi poi volesse proseguire, può passare a La bellezza del marito, più breve e frammentario, prima di affrontare i libri più saggistici, come Eros il dolceamaro o Decreazione, che ripagano di più quando si conosce già la sua voce.

L'importante è non cercare subito di "capire" tutto. Anne Carson procede per salti, accostamenti e citazioni, e la prima sensazione può essere di disorientamento. Conviene lasciarsi portare: il senso arriva dopo, a rileggere.