Il suffragio femminile sarà  esplicitamente considerato un diritto con  la Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna, adottata dalle Nazioni Unite nel 1979 e sottoscritta da 189 nazioni. 
Il primo passo per il voto alle donne viene fatto in Nuova Zelanda nel 1893, poi nel 1907 in Finlandia e nel 1917 in Russia. Per il Regno Unito bisognerà aspettare il 1928. Nel 1932 il suffragio femminile arriva in Brasile, nel 1934 in Turchia e nel 1944 in Francia. In Cina e India nel 1949, in Messico nel 1953. 
In Italia le donne furono considerate cittadine al pari degli uomini solo alla fine della Seconda guerra mondiale, il 10 marzo del 1946. 
La loro prima occasione di voto non fu il referendum del 2 giugno 1946 per scegliere tra monarchia e repubblica, come pensano in molti, bensì le amministrative di qualche mese prima, quando le donne risposero in massa e l’affluenza superò l’89 per cento. Circa 2 mila candidate vennero anche elette nei consigli comunali, la maggioranza nelle liste di sinistra. La stessa partecipazione ci fu per il referendum del 2 giugno.

Per approfondire

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Le ragazze del '46

Le ragazze del '46 sono quelle che appena maggiorenni, votarono il 2 giugno 1946 al referendum istituzionale per scegliere tra monarchia e repubblica. Le più giovani elettrici di quella storica consultazione, oggi ormai 90enni.
Su RaiPlay si possono trovare le interviste: ciascuna propone una donna che all'epoca aveva meno di 25 anni e che oggi vuole restituirci il suo ricordo e la sua testimonianza.

La partigiana Teresa Vergalli insegna alle donne come si vota

L'ex partigiana Teresa Vergalli, fu una delle ragazze che nella campagna emiliana organizzò i corsi per insegnare alle donne a votare. In questa intervista ci racconta le loro emozioni, la paura di sbagliare, la rivoluzione culturale rappresentata da quella giornata. E il legame profondo tra la guerra partigiana, il sogno della democrazia e i diritti delle donne.