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Viaggiatore tra mondi, obbediente al cuore e traduttore fedele dell’indicibile: Rainer Maria Rilke è annoverato tra i più celebri poeti di lingua tedesca del Novecento. La sua poetica, fondata sulla ricerca interiore e sulla trasformazione del visibile nell'invisibile, continua a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per la letteratura europea.

Nelle Lettere a un giovane poeta (1903-1908), Rilke risponde al giovane Franz Xaver Kappus delineando la natura profonda della vocazione artistica:
«Domandatevi nell’ora più silenziosa della vostra notte: devo io scrivere? Scavate dentro voi stesso per una profonda risposta. E se questa dovesse suonare consenso, se v’è concesso affrontare questa grave domanda con un forte e semplice "debbo", allora edificate la vostra vita secondo questa necessità.»
La scrittura si configura come un lavoro continuo su di sé, un processo di raccoglimento nella solitudine «dove possiamo accogliere l’esistenza quanto più ampiamente ci riesca».
Cerchi che si tendono sempre più ampi
sopra le cose è la mia vita.
Forse non chiuderò l’ultimo,
ma voglio tentare.
Giro attorno a Dio, all’antica torre,
giro da millenni;
e ancora non so se sono un falco, una tempesta
o un grande canto.
— R. M. Rilke, Il libro d’ore (1905)
Nel 1911, ospite della principessa Marie von Thurn und Taxis al Castello di Duino, Rilke matura l'intuizione centrale del suo percorso: la necessità di compiere una metamorfosi del mondo visibile nell'invisibile. La figura dell'Angelo diventa l'interlocutore muto e il testimone di un grado superiore di realtà.
[...] Ciò che ti consuma
diverrà forza grande grazie a questo cibo.
Tu entra ed esci dalla metamorfosi.
(*Geh in der Verwandlung aus und ein)
Qual è la tua esperienza che più duole?
Se t’è amaro il bere, fatti vino [...]
— Sonetti a Orfeo, II, XXIX
«Angelo: ma ci sarà una piazza, che noi non conosciamo dove,
su un tappeto indicibile, gli innamorati
che qui non arrivano mai all’adempimento,
potranno mostrare le alte, ardite figure
dello slancio del cuore...»
— Elegie duinesi, Elegia V (vv. 94-106)
Nel febbraio del 1922, presso il castello di Muzot, Rilke attraversa un eccezionale periodo di ispirazione che definisce una «tempesta creativa selvaggia». In pochissimi giorni porta a compimento sia le Elegie duinesi sia i Sonetti a Orfeo.
In Orfeo il poeta individua la figura dello sciamano e del tramite tra il regno dei vivi e quello dei morti. Come confermerà nella celebre lettera a Witold von Hulewicz (1925):
«La morte è il lato della vita rivolto altrove da noi [...]. La vera figura della vita si stende attraverso i due regni: non c’è un aldiquà né un aldilà, ma la grande unità. Noi siamo le api dell’invisibile: raccogliamo incessantemente il miele del visibile per accumularlo nel grande alveare d’oro dell’Invisibile.»
Influenzato dalle arti visive — in particolare dalla scultura di Auguste Rodin e dalla pittura di Paul Cézanne —, Rilke sviluppa il concetto di Weltinnenraum, lo «spazio interno del mondo» in cui la realtà esterna viene interiorizzata.
Durch alle Wesen reicht der eine Raum: / Weltinnenraum.
Die Vögel fliegen still durch uns hindurch. O, der ich wachsen will,
Ich sehe hinaus, und in mir wächst der Baum.
Attraverso ogni essere uno spazio: / spazio interno del mondo.
Uccelli taciti ci attraversano. Io che voglio crescere,
guardo al di fuori ed è in me che cresce l’albero.
— Gedichte 1910 bis 1922 (1914)
L'influenza di Rilke attraversa l'intero Novecento fino ai giorni nostri. Nel dicembre 2022, l'Archivio Letterario Tedesco di Marbach ha acquisito il fondo familiare di Gernsbach: oltre 10.000 pagine di appunti e circa 8.800 lettere che offrono nuove prospettive di ricerca bibliografica e critica.
La sua opera ha condizionato anche l'immaginario cinematografico, come testimoniato dal regista Wim Wenders (ispiratosi a Rilke per Il cielo sopra Berlino) e dalle citazioni presenti nel cinema contemporaneo (scena finale di "Jojo Rabbit" in cui appaiono i versi di Rilke).
«Lass dir Alles geschehn: Schönheit und Schrecken. / Man muss nur gehn: Kein Gefühl ist das fernste.»
«Lascia che tutto ti accada, bellezza e terrore.
Vai avanti così, nessun sentimento è definitivo.»
Edizioni critiche, traduzioni italiane e testi in lingua originale tedesca disponibili per il prestito.
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