La Sezione di Conservazione e ricerca della Biblioteca Civica di Padova custodisce due rilevanti raccolte dantesche, esito di lasciti Otto e Novecenteschi, costituite prevalentemente di libri a stampa, con alcuni manoscritti. Si trata di una parte della cospicua raccolta di Agostino Palesa (1809-1873, arrivata nel 1874) e di una parte della raccolta di Nicolò de Claricini Dornpacher (1864-1946, lasciata dalla figlia Giuditta nel 1969). La prima fu incrementata dopo il suo ingresso, soprattutto sotto la direzione di Andrea Moschetti, dal 1895 al 1938, e proseguita poi in un’apposita sezione della Biblioteca, chiusa da una quindicina d’anni, la seconda ha mantenuto la consistenza originaria.
La Biblioteca ha quindi qualche migliaio di volumi di argomento dantesco, molti dei quali preziosi, sia per la tradizione e la fortuna dei testi danteschi, sia per le incantevoli illustrazioni. Nella Commedia in particolare la forza visionaria del poema è potenziata dal rapporto tra la mise en page del testo (versi e commenti) e le immagini di corredo: dai manoscritti, agli incunaboli, alle cinquecentine con xilografie e incisioni, fino agli esemplari dell'Ottocento, con las tavole di Gustave Dorè.
Dante con l'espositioni di Christoforo Landino, et d'Alessandro Vellutello... Venezia, appresso Giovambattista, Marchio Sessa, & fratelli, 1578


La Biblioteca Civica custodisce ben due esemplari di questa splendida edizione, che segue di quattordici anni una precedente pubblicata dai fratelli Sessa. Nel frontespizio è inciso un ritratto di Dante, che riprende il noto ritratto di Agnolo Bronzino. Il poeta vi è raffigurato con la corona d'alloro e il naso molto pronunciato, per cui l'edizione è nota come edizione del Gran naso o del Nasone.
Inoltre, l’edizione è assai importante per la critica dantesca perché Francesco Sansovino, il curatore, l’ha impostata mettendo a confronto il commento quattrocentesco di Cristoforo Landino con quello cinquecentesco di Alessandro Vellutello. Il testo poetico è in carattere corsivo, mentre il commento, disposto a due colonne, è in tondo. Molto ricco il corredo iconografico, che presenta ben 97 xilografie tratte dall'edizione Marcolini del 1544.
Frontespizio
Ritratto
Xilografia
Canto V
Canto VI
I Golosi
Prodighi/Avari
Iracondi
Gli Eretici
Pozzo Traditore
Canto XXXICodice membranaceo miniato, Biblioteca Civica, Ms. C.M. 937

Il manoscritto quattrocentesco in pergamena, stilato nel 1466 dal letterato e giureconsulto Nicolò de’ Claricini, pieno di dotte note in latino, presenta una prima pagina miniata, con una cornice a foglie e dischi dorati, lo stemma della famiglia de Claricini in basso e la figura di un uomo di profilo, con il libro in mano, nella iniziale, identificato da alcuni con Dante o con lo stesso Claricini.
Dettaglio MiniaturaDante Alighieri, Commedia, Brescia, Bonino Bonini, 1487

L’edizione bresciana di Bonino del Bonini, di grande formato (in folio), stampata nel 1487 è ornata da sessantotto illustrazioni a piena pagina (xilografie), racchiuse da ricche cornici. Le tavole affiancano il testo (pur con alcuni equivoci) fino al I canto del Paradiso. Le immagini sono molto suggestive e rivelano quanto fosse arduo per gli artisti rendere per immagini le allegorie dantesche; nelle prime tavole viene curiosamente predisposto un tassello sopra i principali personaggi raffigurati, pensati perché il lettore vi potesse inserire i loro nomi.
Per la visione di tutte le tavole si rimanda allo studio di Giancarlo Petrella. Il repertorio iconografico delle xilografie è liberamente disponibile sul sito del Centro di ricerca Europeo libro (CRELEB) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Canto I
Canto II
Canto III
Canto IV
Canto XLe terze rime di Dante. Venezia, in aedibus Aldi, 1502


La prima edizione del Cinquecento della Commedia fu pubblicata dal geniale Aldo Manuzio col titolo Le terze rime di Dante nel 1502. Si tratta di un volume di piccolo formato (in ottavo), curato da Pietro Bembo a garanzia della correttezza filologica del testo. Il libro si inserisce in una serie innovativa ideata da Aldo per pubblicare i testi dei grandi classici.
Tutti i volumi sono caratterizzati da un’impeccabile cura filologica e da un design senza precedenti: il piccolo formato permetteva che il libro potesse essere tenuto in mano (libelli portatiles), il carattere corsivo di Francesco Griffo era arioso e leggero, e la presenza del solo testo favoriva una lettura autonoma, senza commenti. Proprio nel 1502 Aldo inizia a segnare le sus pubblicazioni con l’immagine dell’ancora e del delfino, evocativa del motto festina lente (affrettati con calma).
Esemplare
Esemplare
Marca Tipografica
Pagina InternaLa Divina Commedia, Venezia, Antonio Zatta, 1757

Alla splendida stagione dell’editoria veneziana settecentesca appartiene La Divina Commedia pubblicata da Antonio Zatta nel 1757. I tre volumi sono abbelliti da stampe a piena pagina che corredano ogni canto, con l’intento di dilettare e aiutare nella comprensione del testo. Alle oltre 100 tavole lavorarono molti dei più affermati artisti dell’epoca.
Tavola 1
Tavola 2
Tavola 3La Divina Commedia, Padova, Tipografia alla Minerva dei fratelli Salmin, 1878

Tra le edizioni curiose, la Biblioteca Civica conserva il Dantino, libriccino di piccolissimo formato, realizzato nella Tipografia alla Minerva dei fratelli Salmin, tipografi, editori e librai attivi a Padova. Il volume fu stampato in mille esemplari usando i caratteri più piccoli prodotti alla data, chiamati occhio di mosca e fu una delle meraviglie del mondo presentate all’Exposition Universelle di Parigi del 1878.
Vista 1
Vista 2
Vista 3L'Inferno di Dante tradotto in lingua pavana, 1882

Pochi anni dopo, nel 1882, fu stampato un opuscolo con il primo canto dell’Inferno in lingua pavana. Il ricavato della vendita della pubblicazione sarebbe stato usato a beneficio delle persone danneggiate dalla gravissima inondazione causata dalla piena dell’Adige nello stesso anno, che allagò gran parte delle Tre Venezie, da Verona al mare.
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