
Piazza Insurrezione, originariamente nota come **Piazza Spalato**, nacque negli anni Venti del Novecento in seguito a un vasto intervento urbanistico che comportò la demolizione di edifici medievali del quartiere di Santa Lucia. Tale operazione determinò la perdita di strutture e monumenti di grande valore storico, tra cui la casa di Pietro d’Abano e quella di Andrea Mantegna.
Il nome della piazza fu successivamente modificato per commemorare gli scontri finali tra partigiani e truppe tedesche, avvenuti il 28 aprile 1945, giorno della liberazione di Padova.



La documentazione fotografica della Raccolta Iconografica Padovana permette di seguire passo dopo passo lo sventramento del vecchio tessuto urbano medievale. Le vedute panoramiche restituiscono la vastità del cantiere che cancellò per sempre le storiche tracce del quartiere di Santa Lucia per fare spazio alla moderna e monumentale piazza in stile razionalista.

I successivi reportage fotografici, tra cui spicca l'importante nucleo firmato dal fotografo Gislon, documentano il completamento delle finiture urbane, come i dettagli tecnici del sontuoso lastricato stradale posato nel 1937, e la memoria storica degli stabili preesistenti.
Tra questi, la memoria dell'Antico Albergo all'Angelo, divenuto poi sede del prestigioso Gabinetto di lettura di Padova.



Gli imponenti palazzi della Previdenza Sociale e dell'Itala Pilsen, sorti durante il ventennio, definiscono le quinte monumentali della piazza. Le vedute degli anni Quaranta ne evidenziano i severi tratti architettonici, che nel secondo dopoguerra — come testimoniato dalle caratteristiche cartoline storiche degli anni Cinquanta e Sessanta — si integreranno definitivamente nella vita quotidiana, commerciale e civile della città di Padova liberata.