Patrimonio Storico • Fondo De Claricini
di Pietro Chevalier — Collocazione: CLAR.E.278
Questo prezioso volume cartaceo di Pietro Chevalier, edito a Padova nel 1831 e custodito all'interno del prestigioso Fondo De Claricini Dornpacher, rappresenta una pietra miliare per la documentazione storico-artistica e iconografica della città. L'opera unisce un rigoroso resoconto delle vicende costruttive delle principali fabbriche padovane a un ricco apparato visivo di tavole incise finemente.
Le descrizioni dello Chevalier restituiscono intatto il gusto ottocentesco per il rilievo monumentale e la riscoperta romantica delle radici classiche e medievali di Padova, configurandosi come una guida d'eccellenza per la comprensione dello sviluppo urbanistico e dello splendore architettonico cittadino attraverso i secoli.


La memoria monumentale di Padova affonda le proprie radici nei miti delle fondazioni classiche e nelle poderosose strutture erette in epoca medievale, simboli eterni dell'indipendenza e dell'identità cittadina.
L'Arca di Antenore, eretta nel 1283 in Piazza Antenore per accogliere i resti attribuiti al leggendario principe troiano, rappresenta il primo fulcro di questa narrazione, testimoniando il legame profondo tra la storiografia e il mito letterario virgiliano.


Allo stesso orizzonte appartiene l'Abside Esterna di Santa Sofia, mirabile esempio di architettura romanico-bizantina in mattoni, percorsa da nicchie e archetti ciechi di straordinaria suggestione. Il sistema difensivo e infrastrutturale è invece perfettamente rappresentato da Ponte Molino, antica opera romana sormontata dalla solida torre medievale di guardia sul Bacchiglione, dove un tempo operavano i mulini idraulici cittadini.
Le grandi istituzioni civiche e i colossali complessi religiosi hanno ridefinito il panorama di Padova, attirando da secoli l'ammirazione dei viaggiatori. Il Palazzo della Ragione, popolarmente denominato "Il Salone", stupisce Chevalier per l'ardita copertura a carena di nave rovesciata e per l'immenso spazio pensile, un tempo adibito a tribunale e decorato dai grandiosi cicli astrologici:
"Questo vasto ed eccelso edificio, che presenta una delle più grandiose sale d'Europa, sbalordisce l'osservatore per l'ardimento della sua copertura a foggia di nave rovesciata, priva di colonne che la sostengano, e per la ricchezza dei dipinti astrologici che ne adornano le pareti, testimonianza dell'antico splendore della ragione cittadina."

Non meno imponenti sono le basiliche descritte nel volume: la Basilica di Sant'Antonio (Il Santo), fulcro spirituale globale che fonde cupole bizantine e slanci gotici, e la maestosa Basilica di Santa Giustina, monumentale tempio rinascimentale benedettino che si affaccia sul Prato, scrigno di inestimabili tesori sacri.


«La Basilica del Santo, colla bizzarra ma grandiosa unione delle sue cupole orientali e dei suoi slanciati campanili, offre alla vista un colpo d'occhio che stupisce il pellegrino e il viaggiatore, custode com'è di tesori d'arte e di devozione universale.» — Pietro Chevalier, 1831
«Questo maestoso tempio, che sorge imponente a ridosso del Prato, si distingue tra le più vaste fabbriche della cristianità per l'armonia delle sei grandi cupole e la severa eleganza della sua struttura rinascimentale.» — Pietro Chevalier, 1831

L'identità di Padova come capitale della scienza e degli studi universitari emerge chiaramente nelle tavole dedicate alla natura e all'esplorazione del cosmo. L'Orto Botanico, istituito nel 1545, viene ritratto nella sua geometrica perfezione circolare protetta da mura, concepita originariamente per lo studio dei semplici medicinali.
L'Osservatorio Astronomico della Specola incarna invece l'illuminata riconversione di una struttura difensiva: la trecentesca Torlonga del Castello Carrarese fu infatti trasformata nel Settecento in un sofisticato avamposto di calcolo e indagine astrale.



Infine, l'opera si chiude celebrando i grandiosi interventi urbanistici tardo-settecenteschi e ottocenteschi che hanno donato a Padova il suo volto moderno. L'immensa platea di Prato della Valle, con l'Isola Memmia racchiusa dal canale artificiale e dall'anello di statue storiche, dialoga idealmente con il Caffè Pedrocchi di Giuseppe Jappelli, maestoso capolavoro neoclassico e fulcro culturale cittadino che Chevalier vide e documentò nei suoi primissimi anni di splendore.
La consultazione digitale di queste preziose stampe offre un'esperienza visiva straordinaria, permettendo di riscoprire i monumenti di Padova attraverso l'occhio esperto di Pietro Chevalier e i tesori bibliografici conservati dalla nostra Biblioteca.