patrimonio

Tra il 1771 e il 1775, a Venezia, Innocente Alessandri e Pietro Scattaglia realizzano un’opera straordinaria in quattro volumi con 200 incisioni raffiguranti animali quadrupedi inseriti in paesaggi naturali.
L’opera si intitola "Animali quadrupedi dal naturale dissegnati, incisi, e miniati con i lor veri colori" e si inserisce nell’attività prolifica della bottega "All’insegna della b. Vergine della Pace sopra il ponte di Rialto", gestita dai due autori.
Le tavole vengono corredate da brevi descrizioni delle incisioni con l’obiettivo di "non ispaventare quelle persone, che voglion legger poco, ed imparare pur qualche cosa", rendendo la conoscenza del mondo animale accessibile a tutti. Si tratta di un esempio perfetto di come nel Settecento sapere e bellezza potessero convivere.



L'opera venne pubblicata a dispense mensili. Gli acquirenti ricevevano quattro tavole al mese (sei nell'ultimo mese dell'anno per completare il volume) e, una volta terminato il volume, ricevevano gratuitamente un fascicolo con le descrizioni degli animali. Era quindi un progetto editoriale pensato per essere costruito nel tempo, secondo un sistema di sottoscrizione molto moderno per l'epoca.
I colori non sono stampati: Le incisioni venivano colorate a mano una per una dopo la stampa. Questo significa che ogni esemplare possiede leggere differenze cromatiche, rendendolo in parte unico. Proprio questa lavorazione contribuisce a fare dell'opera uno dei più raffinati libri illustrati veneziani del Settecento.

Una tecnica incisoria all'avanguardia: Alessandri e Scattaglia utilizzano la cosiddetta "maniera a matita" (manière de crayon), una tecnica allora innovativa che imitava il tratto morbido della grafite e del pastello. Grazie a questo procedimento riuscivano a rendere con maggiore naturalezza il pelo, le corna e le texture degli animali, ottenendo immagini molto più realistiche rispetto alle tradizionali incisioni a bulino.
Gli animali sembrano "vivi": Un elemento che oggi può sfuggire, ma che all'epoca rappresentava una novità, è il dinamismo delle figure. Diversamente da molte opere zoologiche precedenti, in cui gli animali sono rappresentati rigidamente di profilo, qui li vediamo mentre pascolano, corrono, si abbeverano o assumono pose naturali. Questo rende le tavole molto più coinvolgenti anche dal punto di vista artistico.

Un dialogo tra arte e scienza europea: Gran parte delle tavole deriva dalla celebre Histoire naturelle di Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon, il più importante naturalista europeo del XVIII secolo. Gli incisori veneziani però non si limitarono a copiare: reinterpretarono le immagini con una sensibilità artistica propria, adattandole al gusto veneziano e valorizzandole attraverso la coloritura manuale.
Un'opera destinata anche ai non specialisti: Pur ispirandosi alle grandi opere scientifiche del Settecento, il volume era pensato per un pubblico colto ma non necessariamente accademico. La scelta di accompagnare les immagini con testi brevi e facilmente leggibili riflette la volontà di diffondere la conoscenza naturalistica oltre gli ambienti degli studiosi.
Oggi è considerata una delle più belle opere zoologiche del Settecento. "Animali quadrupedi dal naturale dissegnati, incisi, e miniati con i lor veri colori" è una delle più importanti e prestigiose opere di zoologia illustrate pubblicate nell'Europa del XVIII secolo, sia per la qualità delle incisioni sia per la raffinatezza della coloritura manuale.
